Balzano paragona Netanyahu a Hitler, Dragoni lo contesta
Il confronto su Gaza e sulle elezioni israeliane è degenerato tra accuse reciproche e riferimenti a nazismo e genocidio.
Il voto in Israele ha provocato un duro confronto tra Savino Balzano e Fabio Dragoni durante Battitori liberi, su Radio Cusano. Al centro della discussione è finito il possibile sostegno degli elettori israeliani a Benjamin Netanyahu e il rapporto tra responsabilità del governo e responsabilità della popolazione.
Balzano ha sostenuto che una nuova scelta a favore di Netanyahu, dopo quanto accaduto a Gaza e in Cisgiordania, renderebbe gli elettori corresponsabili delle decisioni dell’esecutivo. Per rafforzare la propria tesi ha richiamato la Germania del 1945: “Se nel ’45 avessero rivotato Hitler, avrebbero condiviso le responsabilità dei nazisti”.
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Il confronto sul voto israeliano
Dragoni ha respinto il paragone e ha invitato a considerare la condizione vissuta dalla popolazione israeliana, esposta agli attacchi e costretta a ricorrere ai rifugi. Secondo il giornalista, Israele ragiona come uno Stato in guerra permanente e gli osservatori esterni tendono a interpretare il conflitto con categorie estranee alla realtà quotidiana degli israeliani.
Nel corso della trasmissione Dragoni ha ricordato che Netanyahu ha perso la maggioranza, ma non nella misura auspicata da molti governi e osservatori occidentali. Ha inoltre citato il risultato ottenuto dagli arabi israeliani, indicandolo come elemento di partecipazione democratica e contrapponendolo alla situazione politica di altri Paesi della regione.
Balzano ha però contestato l’idea che il voto possa essere usato automaticamente per distinguere il bene dal male. A suo giudizio, dopo la diffusione di immagini e testimonianze sulle operazioni a Gaza e in Cisgiordania, non sarebbe più possibile separare del tutto il governo israeliano dalla parte dell’opinione pubblica che continua a sostenerlo.
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Gaza, genocidio e responsabilità
La discussione si è poi spostata sulle vittime palestinesi e sulla definizione di genocidio. Balzano ha accusato Israele di aver compiuto un genocidio a Gaza, mentre Dragoni ha contestato l’uso del termine e ha richiamato le posizioni di Hamas, Hezbollah e Iran nei confronti dello Stato israeliano.
I due interlocutori hanno continuato a contrapporsi anche sul peso da attribuire alle sirene e agli attacchi subiti dagli israeliani. Dragoni ha insistito sul fatto che quei pericoli vengono vissuti direttamente dalla popolazione del Paese; Balzano ha replicato che tale argomento non può oscurare le sofferenze palestinesi e la distruzione della Striscia.
Nella fase finale, Balzano ha paragonato l’esercito israeliano alle SS, mentre Dragoni ha ribadito che le intenzioni genocidarie, a suo avviso, sono state espresse da Hamas, Hezbollah e Iran. Gianluca Fabi, conduttore del programma insieme a Balzano, ha chiuso lo scambio con una battuta sarcastica: “Caro Mossad, volevo solo dire che io mi dissocio”.
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