Roma, 18enne fermata prima del corteo: «Solo una felpa»
Carolina Di Giacomo racconta il controllo, il trasferimento al commissariato Trevi e il rilascio in serata.
Carolina Di Giacomo, 18 anni, è stata fermata dalla polizia il 24 ottobre a Roma mentre raggiungeva una manifestazione. La studentessa del liceo Talete è stata identificata e trasferita al commissariato Trevi insieme a tre amici, prima di essere rilasciata in serata.
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Il controllo prima del corteo
La ragazza era uscita dalla metropolitana a piazzale Flaminio per raggiungere piazza del Popolo, dove il gruppo avrebbe atteso il passaggio della manifestazione. Secondo il suo racconto, gli agenti l’hanno bloccata insieme agli amici dopo un varco e hanno trattenuto i loro documenti per circa quaranta minuti.
Carolina indossava una felpa nera senza cappuccio e ritiene che proprio quel dettaglio possa aver attirato l’attenzione degli agenti. Il gruppo, ha riferito, è stato ripreso da una telecamera; quando i documenti stavano per essere restituiti, un superiore avrebbe ordinato di fermare nuovamente i ragazzi.
A quel punto i giovani sono stati separati, sottoposti al controllo delle tasche e privati dei telefoni. Tre di loro sono saliti sulle volanti, mentre altri due sono stati lasciati andare. Nelle tasche della studentessa, ha spiegato, c’erano soltanto il cellulare e un pacchetto di gomme.
Le ore al commissariato Trevi
I ragazzi sono stati accompagnati al commissariato Trevi con le sirene accese lungo via del Corso. «Ci siamo messi paura, ma che è successo? Non avevamo fatto niente», ha raccontato Carolina, descrivendo l’arrivo negli uffici e l’attesa senza telefoni.
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La studentessa ha chiesto di poter avvisare il padre, ma le sarebbe stato risposto che serviva l’autorizzazione del commissario e che la telefonata avrebbe dovuto svolgersi davanti a lui. Alla fine le è stato consentito di inviare un messaggio concordato con la famiglia, dal contenuto rassicurante.
Nello stesso commissariato, secondo la ragazza, si trovava anche un altro gruppo fermato in precedenza. Alcuni di quei giovani avevano maschere simili a quelle dei Power Rangers e bombolette negli zaini, elementi che Carolina ha distinto dalla situazione del proprio gruppo.
Il rilascio in serata
La diciottenne ha riferito di avere provato ansia e rabbia, anche perché voleva partecipare alla protesta legata, tra gli altri motivi, alle condizioni della sua scuola, rimasta allagata per due settimane. Dopo alcune ore, l’arrivo del commissario avrebbe provocato un confronto con i ragazzi.
«Se non state calmi vi tengo qua fino alle tre e mezzo del mattino», avrebbe detto il funzionario, secondo il racconto della studentessa. Il gruppo è stato poi accompagnato all’uscita con l’invito a rientrare a casa e a non partecipare ad altre manifestazioni, perché i nominativi erano stati registrati.
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