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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Rocchi in tv, il nodo è l’AIA: perché Dazn ora aspetta una scelta

L’ex designatore è apparso per due domeniche su Dazn, ma l’autorizzazione concessa dall’AIA è provvisoria e la collaborazione resta in bilico.

La presenza di Gianluca Rocchi negli studi di Dazn rischia di fermarsi proprio quando avrebbe dovuto diventare un appuntamento fisso. L’ex designatore della Serie A è comparso nelle ultime due giornate all’interno di “Fuoriclasse”, il programma domenicale trasmesso dopo il posticipo, ma il suo inserimento nel cast non è stato ancora stabilizzato dall’AIA.

Il punto non riguarda soltanto il ruolo televisivo. Rocchi è ancora un associato dell’Associazione Italiana Arbitri e, per svolgere attività commerciale legata alla propria immagine, deve ottenere il via libera del presidente. Quello ricevuto finora avrebbe valore limitato: un’autorizzazione rinnovata di volta in volta, in attesa di una valutazione complessiva.

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L’autorizzazione resta provvisoria

L’ex arbitro, tra i più noti fischietti italiani fino al 2020 e poi responsabile della classe arbitrale per quattro stagioni, si sarebbe attivato con largo anticipo. Nei contatti sarebbero stati coinvolti anche esponenti della Federazione e il presidente del Coni Giovanni Malagò; il consenso sarebbe infine arrivato da Massini, passato dalla reggenza alla guida dell’AIA.

La formula, tuttavia, non coincide con quella annunciata da Dazn. Rocchi era stato presentato come volto stabile della stagione 2026/2027 e compariva anche nella locandina del programma insieme a Diletta Leotta. La concessione temporanea delle prime due puntate, invece, serviva a verificare se l’incarico televisivo potesse convivere con l’appartenenza all’associazione.

Il regolamento consente agli associati di sfruttare commercialmente la propria immagine, ma impone un’autorizzazione scritta del presidente. Quest’ultimo deve accertare che l’attività esterna non comprometta l’imparzialità, la trasparenza e il regolare esercizio della funzione arbitrale. È previsto inoltre un contributo del 10% sui compensi derivanti da iniziative promozionali e pubblicitarie, destinato a un fondo di solidarietà.


Il timore di un nuovo fronte

Il caso è diverso da quello degli ex arbitri ormai usciti dall’ambiente, come Cesari, Calvarese, Bergonzi o Marelli, già impegnati nel commento televisivo. Rocchi, invece, appartiene ancora all’AIA e fino a poco tempo fa ne rappresentava il vertice tecnico: il suo mandato è ancora presente nella memoria di tifosi, calciatori e dirigenti, tra contestazioni e sostenitori.

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All’interno dell’associazione, secondo quanto emerso, preoccupa soprattutto la possibilità che la trasmissione diventi il luogo per criticare il nuovo corso arbitrale. Le tensioni non mancano, dentro e fuori l’organizzazione, e una parte dell’ambiente teme che l’ex designatore possa trasformare la visibilità conquistata in televisione in uno strumento di rivalsa.

C’è anche un problema di percezione. Fino alla scorsa stagione il pubblico era abituato a vedere esponenti dell’AIA intervenire sui casi più discussi attraverso “Open Var”, spazio attualmente sospeso e destinato a tornare con una formula rinnovata. La presenza di Rocchi potrebbe quindi essere scambiata per una prosecuzione di quel ruolo istituzionale, anche se in realtà parlerebbe soltanto a titolo personale.


In tv parla, ma con limiti

Nelle prime apparizioni Rocchi ha mantenuto un profilo prudente. Ha affrontato temi generali come la filosofia arbitrale, i protocolli e l’ipotesi del doppio tesseramento, evitando di entrare nel dettaglio degli episodi da moviola, ambito affidato a Marelli. Non sono emerse critiche verso Orsato o gli altri arbitri.

Questa cautela avrebbe però confermato il problema centrale: un opinionista chiamato a commentare il mondo arbitrale può risultare poco efficace se non dispone della libertà necessaria per esprimere fino in fondo il proprio punto di vista. Per Dazn l’arrivo dell’ex designatore ha rappresentato un’importante novità editoriale, ma il ruolo dovrà essere riempito di contenuti anche nel lungo periodo.

L’offerta televisiva è arrivata in una fase personale complicata per Rocchi, che ha voluto comunque valutare l’opportunità. Un’interruzione improvvisa, dopo appena due presenze, alimenterebbe sui social accuse di censura e ricostruzioni infondate. La soluzione più netta, però, sembra essere quella di una scelta definitiva: per restare a Dazn come volto televisivo, Rocchi potrebbe dover lasciare l’AIA.

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