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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sicurezza, il governo prepara una nuova stretta: cosa cambia

Dopo le violenze delle ultime manifestazioni, l’esecutivo valuta un ulteriore intervento mentre si amplia il bilancio delle misure adottate dal 2022.

Devastazioni e saccheggi seguiti alle manifestazioni degli ultimi giorni potrebbero portare a un nuovo decreto contro i responsabili delle violenze. Dal vertice del 19 ottobre a Palazzo Chigi è emersa la volontà di fornire una risposta definita ferma, con l’ipotesi di norme aggiuntive all’esame del governo.

L’eventuale provvedimento si inserirebbe in un percorso già lungo. Da quando Giorgia Meloni è alla guida dell’esecutivo, a ottobre 2022, sono stati approvati numerosi decreti-legge sulla sicurezza, insieme a due disegni di legge e a quasi 60 nuove fattispecie di reato. Una parte degli interventi ha riguardato anche la protezione degli appartenenti alle forze dell’ordine.

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Il precedente nato dopo Cutro

Tra i passaggi più rilevanti c’è quello seguito al naufragio avvenuto nel Crotonese a febbraio 2023. L’imbarcazione coinvolta affondò provocando più di 90 vittime, tra cui oltre 30 minorenni, e riaccendendo il confronto politico sul traffico di migranti.

Il 10 marzo Giorgia Meloni intervenne con un decreto-legge dedicato al contrasto dei trasferimenti illegali. Il testo rese più severe le conseguenze per chi favorisce l’ingresso irregolare nel Paese e per chi organizza o realizza il trasporto clandestino di persone migranti.

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Dai rave alle piazze violente

Il primo provvedimento dell’attuale governo in questo settore risale invece ai giorni successivi a un raduno musicale non autorizzato svolto dal 29 al 31 ottobre 2022 in un edificio dismesso nella zona settentrionale di Modena. Per liberare l’area fu necessario l’intervento delle forze dell’ordine: all’interno si erano concentrate quasi 5mila persone.

La risposta legislativa arrivò con l’inserimento dell’articolo 633-bis nel Codice penale. La disposizione riguarda chi occupa o fa occupare senza titolo terreni o immobili, pubblici oppure privati, per realizzare feste musicali o altri incontri che mettano concretamente a rischio salute e sicurezza, anche per il mancato rispetto delle regole su stupefacenti, igiene e tutela dei partecipanti.

Per questo reato sono previste sanzioni economiche comprese tra mille e diecimila euro, oltre alla reclusione da tre a sei anni. Nel tempo, la stessa linea d’intervento si è estesa ad altri temi: dalle manifestazioni alle bande giovanili, fino ai coltelli portati nelle scuole e al contrasto delle reti che favoriscono l’immigrazione irregolare.

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