Roberta Bruni denuncia cure negate, operazione pagata 15mila euro
La primatista italiana dell’asta accusa la federazione dopo l’infortunio e l’esclusione dall’Elite Club per Los Angeles 2028
Roberta Bruni ha denunciato di aver pagato personalmente l’intervento chirurgico dopo l’infortunio subito ai campionati italiani di Firenze. La primatista italiana dell’asta, 32 anni, sostiene che il sostegno medico della Federazione italiana di atletica leggera non sia garantito allo stesso modo a tutti gli azzurri.
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L’operazione sostenuta dalla famiglia
L’infortunio risale alla rassegna tricolore disputata in estate: Bruni ha riportato un distacco parziale del tendine del bicipite femorale e ha dovuto sottoporsi a un’operazione. La convalescenza le ha impedito di partecipare agli Europei di Birmingham.
Nel suo lungo messaggio pubblicato su Instagram, l’astista ha raccontato di non essere rientrata nel gruppo ristretto di atleti ai quali la federazione garantisce assistenza economica per gli interventi. Il costo, pari a 15mila euro, è stato anticipato dal padre. Durante il recupero, Bruni ha riferito di aver ricevuto sostegno soprattutto dal gruppo sportivo dei Carabinieri, del quale fa parte.
La campionessa ha sintetizzato così la propria accusa: «Ti curo se sei ricco». Secondo Bruni, il problema non riguarda soltanto la sua vicenda, ma potrebbe coinvolgere altri atleti della Nazionale alle prese con un infortunio.
L’esclusione dal gruppo federale
Alla questione sanitaria si è aggiunta la comunicazione ricevuta nei giorni scorsi: Bruni non fa più parte dell’Atletica Elite Club per il biennio che conduce ai Giochi di Los Angeles 2028. L’atleta ha ricordato di aver conquistato 12 titoli italiani e di essere stata capitana della squadra azzurra in due occasioni.
Dopo il 14º posto ottenuto alle Olimpiadi di Parigi, la federazione l’aveva comunque mantenuta nel gruppo, nonostante il requisito indicato fosse il 12º posto. Bruni ha contestato una logica che, a suo giudizio, valorizzerebbe soltanto gli atleti più esposti mediaticamente o già capaci di vincere medaglie olimpiche e mondiali.
In un successivo video pubblicato su Instagram, ha precisato che la sua eventuale partecipazione alla Nazionale non è stata cancellata. La possibilità di puntare a Los Angeles dipenderà dal recupero fisico e dal ritorno alle gare dopo il nuovo intervento al tendine.
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La risposta di Antonio La Torre
Il direttore tecnico Antonio La Torre ha detto di comprendere la reazione di Bruni, arrivata dopo la pubblicazione dell’elenco dell’Atletica Elite Club. Ha però spiegato che all’atleta verrà riconosciuto il contributo già concordato con i Carabinieri: un terzo sarà sostenuto dalla federazione e un altro terzo dal gruppo militare. La Torre ha aggiunto che, una volta chiusi i bilanci di fine anno, potrebbe essere possibile aumentare l’aiuto.
Il responsabile azzurro ha ricordato di essere stato presente sia a Rieti, quando Bruni era andata vicina al primato italiano, sia a Firenze, al momento dell’infortunio. Ha tuttavia chiarito che «la Federazione non ha risorse illimitate per seguire tutti gli atleti».
La Torre ha difeso il criterio dei risultati per l’accesso al gruppo federale e ha respinto l’idea di una gestione basata sul ricambio continuo degli atleti. Ha inoltre sostenuto che l’Italia è la seconda potenza dell’atletica dopo gli Stati Uniti e ha assicurato che per Bruni restano aperte le possibilità di qualificarsi ai Giochi del 2028.
Per il futuro, il direttore tecnico ha suggerito agli sportivi di valutare una copertura assicurativa personale, considerando che la loro attività dipende direttamente dall’integrità fisica. Intanto Bruni dovrà affrontare un altro intervento.
Il sostegno degli altri sportivi
Il messaggio dell’astista ha raccolto numerose reazioni. Federica Brignone ha espresso sorpresa e solidarietà; Nadia Battocletti, reduce da due ori a Birmingham nel mezzofondo, le ha mandato un messaggio di incoraggiamento.
Anche Manuela Levorato ha ricordato le difficoltà incontrate in passato da molte atlete, spesso prive del sostegno dei gruppi sportivi militari. La schermitrice Rossella Fiamingo ha definito amara la vicenda e ha invitato Bruni a continuare a credere nelle proprie possibilità.
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I documenti citano l'attore in comunicazioni indirette e inviti, senza accuse né messaggi riconducibili a lui.