Riparazioni obbligatorie, cosa cambia per 11 prodotti: la svolta dal 22 ottobre
Le nuove regole estendono tutele e obblighi per aziende e consumatori, con effetti anche sui beni acquistati dal 31 luglio.
La futura piattaforma europea per mettere in contatto utenti e tecnici dovrebbe partire nel 2027. Secondo le stime della Commissione europea, il nuovo quadro normativo potrebbe favorire crescita e investimenti per 4,8 miliardi di euro nell’Unione europea.
Fabio Fasolino, amministratore delegato di Business company, interpreta la riforma come un passaggio strategico per il settore: «Il diritto alla riparazione rende evidente ciò che il mercato sta già dimostrando: il post-vendita non è un costo da gestire, ma una leva strategica». L’esperto sottolinea che produttori e distributori dovranno rendere le procedure più semplici, verificabili e affidabili, così da migliorare il rapporto con la clientela e contenere le difficoltà operative.
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Assistenza e ricambi diventano decisivi
Le imprese saranno chiamate a predisporre una rete capace di garantire interventi, disponibilità dei pezzi, trasporti e comunicazioni chiare. La disciplina punta infatti a rendere più facilmente reperibili sia le informazioni sull’assistenza sia i ricambi, che dovranno essere offerti a condizioni considerate ragionevoli.
L’impatto riguarderà l’intero ciclo di vita dei beni: dalla messa in funzione alla diagnosi, dalla manutenzione in garanzia agli interventi successivi, fino al ricondizionamento e alla gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici e delle batterie. Business company opera in questi ambiti al fianco di produttori, importatori, grande distribuzione, negozi specializzati e operatori del commercio elettronico.
Undici categorie sotto osservazione
Le nuove disposizioni interessano 11 gruppi di prodotti già sottoposti a requisiti europei di riparabilità. Nell’elenco rientrano telefoni cellulari, apparecchi a funzionamento cordless, tablet, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi, asciugabiancheria, schermi elettronici e aspirapolvere.
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Sono inclusi anche server, sistemi per la conservazione dei dati e mezzi di trasporto dotati di determinate batterie. Per questi prodotti, l’obiettivo è rendere più concreta la possibilità di intervenire sul bene invece di procedere direttamente alla sua sostituzione.
Garanzia più lunga e nuovi doveri
Quando, durante la garanzia legale, il cliente opta per la riparazione, la responsabilità del venditore si prolunga una sola volta di 12 mesi. La misura vale retroattivamente per gli articoli commercializzati a partire dal 31 luglio.
Per le categorie interessate dai requisiti europei, l’obbligo di riparare potrà estendersi anche oltre il periodo in cui il venditore risponde del prodotto. Restano escluse le situazioni in cui l’intervento sia tecnicamente impossibile; negli altri casi, la prestazione dovrà essere gratuita oppure proposta a un costo equo e completata entro un termine ragionevole.
Il nuovo assetto è previsto dal decreto legislativo n. 176/2026, entrato in vigore il 22 ottobre. Con questa norma il servizio successivo alla vendita assume quindi un peso più rilevante nei rapporti tra fabbricanti, importatori, distributori, commercianti e consumatori.
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