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Attualità 2 min di lettura33 min fa

Renzi e Conte, il patto dopo le primarie: «Chi vince governa

Il leader di Italia Viva accetta il sostegno al vincitore della sfida nel centrosinistra, ma chiede una linea politica distinta soprattutto sull’Ucraina.

La possibile intesa su Giuseppe Conte non cancella le distanze politiche tra Matteo Renzi e il leader del Movimento 5 Stelle. Alla presentazione milanese del suo nuovo libro, «Quando c’era lei. L’Italia dopo Giorgia Meloni», Renzi ha indicato nell’Ucraina uno dei punti sui quali il centrosinistra dovrebbe assumere una posizione diversa.

Allo stesso tempo, il leader di Italia Viva ha chiarito che l’esito delle eventuali primarie sarebbe vincolante per tutti gli alleati. Chi dovesse imporsi nella consultazione, secondo Renzi, dovrebbe poi guidare la coalizione nella corsa a Palazzo Chigi.


Conte può vincere, Renzi si adegua

Rispondendo a una domanda sul possibile successo di Giuseppe Conte, Renzi ha escluso ambiguità sulla regola da applicare: «Se accetti di fare le primarie chiunque le vinca lo sostieni». Il suo auspicio personale resta un altro, ma l’impegno assunto dalla coalizione verrebbe prima delle preferenze individuali.

Renzi ha ricordato di aver già sostenuto Conte quando era presidente del Consiglio, pur precisando che l’ex premier non rappresenta il suo modello politico. Il punto, ha spiegato, non sarebbe quindi la figura del candidato, bensì l’accettazione preventiva del risultato della consultazione.


Il centrosinistra cerca una direzione

Dal palco di Milano, il leader di Italia Viva ha invitato gli alleati a ridurre il peso delle polemiche interne e a concentrarsi su un progetto di governo in vista del 2027. La priorità, a suo giudizio, dovrebbe essere la costruzione di proposte per il prossimo decennio, con attenzione a scuola, sanità e sicurezza.

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Renzi ha sostenuto che il Campo largo, senza Italia Viva, può presentarsi in molte competizioni ma non avrebbe i numeri per vincere. Per questo ha detto di voler contribuire sui contenuti, senza considerare essenziale una presenza comune nelle fotografie con gli altri esponenti della coalizione, tra cui Angelo Bonelli.


Sull’Ucraina resta la frattura

La divergenza più evidente rispetto a Conte riguarda il sostegno a Kiev. Renzi ha avvertito: «Se noi domani mattina smettessimo di aiutare l’Ucraina militarmente ed economicamente non è che sarebbe finita la guerra ma sarebbe finita l’Ucraina, e con lei l’Europa e non lo possiamo accettare».

Pur chiedendo una nuova iniziativa diplomatica europea, in sintonia con l’appello lanciato da Elly Schlein a Bruxelles, Renzi ritiene necessario mantenere l’appoggio militare ed economico. Ha inoltre rilanciato la proposta di nominare un inviato speciale dell’Unione europea, sostenendo che le tensioni internazionali non possano essere risolte soltanto sul campo di battaglia.

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