Regno Unito, l’ipotesi Ue torna sul tavolo: ma la fiducia manca
Barry Andrews considera l’apertura di Andy Burnham un possibile primo passo, ma avverte: il riavvicinamento richiederà tempo, garanzie e una cooperazione concreta.
Il ritorno del Regno Unito nell’Unione europea non è considerato impossibile, ma resta un obiettivo lontano e subordinato alla ricostruzione della fiducia. L’apertura del premier britannico Andy Burnham viene giudicata da Barry Andrews, eurodeputato irlandese di Renew, come un segnale significativo, non ancora sufficiente per avviare un negoziato sul rientro.
La fiducia resta il vero ostacolo
Secondo Andrews, molti governi e rappresentanti europei continuano a guardare Londra con prudenza dopo la Brexit. Per questo, ha spiegato, una parte consistente dell’Unione «non è ancora pronta a discutere» di rapporti più profondi con il Regno Unito.
L’eurodeputato, che fa parte della delegazione del Parlamento europeo incaricata dei rapporti con Londra, ritiene comunque possibile sviluppare iniziative pratiche vantaggiose per entrambe le parti. La priorità sarebbe ricostruire relazioni solide e durature, evitando che il riavvicinamento resti soltanto una dichiarazione politica.
Burnham apre uno spiraglio
L’intervento del premier britannico viene interpretato da Andrews come «un segnale autentico di ulteriore cooperazione» e come un primo movimento lungo il percorso che potrebbe portare, in futuro, a un ritorno nell’Unione europea. La prospettiva, tuttavia, viene collocata su un orizzonte di lungo periodo.
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Prima di arrivare a un’eventuale adesione, secondo l’eurodeputato, serviranno numerosi passaggi intermedi per riallineare gli interessi e ristabilire credibilità reciproca. Anche il Parlamento europeo, ha sottolineato, dovrà essere coinvolto pienamente durante tutte le fasi del processo.
Le garanzie richieste a Londra
Per Andrews sarà essenziale che il Regno Unito assicuri stabilità nelle proprie scelte future. L’Unione, ha detto, deve ottenere la certezza che i prossimi governi britannici non abbandonino con facilità eventuali percorsi di integrazione già avviati.
Il prossimo appuntamento istituzionale è fissato per novembre, quando si terrà il vertice tra Unione europea e Regno Unito. In quella sede, il governo britannico dovrebbe presentare le possibili forme di avvicinamento; tra i temi indicati figurano difesa, energia e diritti dei cittadini. Andrews considera questi ambiti il terreno più concreto da cui ripartire.
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