Ranucci, il caso si allarga: dalla Rai 50 accessi e un incontro contestato
La Rai contesta all’ex conduttore di Report il confronto con Dario Carotenuto, l’uso di informazioni riservate e gli ingressi concessi a una persona vicina.
Il trasferimento di Valter Lavitola nel reparto destinato ai detenuti comuni cambia il suo regime carcerario, mentre resta in piedi l’aggravante del metodo mafioso contestata nell’indagine sull’attentato a Sigfrido Ranucci. La decisione è stata presa dal Dap nel carcere romano di Rebibbia, dove l’ex direttore dell’Avanti! non è più sottoposto all’alta sicurezza.
Lavitola cambia reparto, l’indagine prosegue
Secondo quanto riferito, il provvedimento è legato all’assenza di rapporti tra Lavitola e ambienti della criminalità organizzata. Il passaggio tra i detenuti comuni non cancella però l’impianto dell’accusa relativo all’attentato, per il quale continua a essere valutata l’ipotesi dell’aggravante mafiosa.
Sul fronte giudiziario, il pubblico ministero Edoardo De Santis ha avviato i passaggi preliminari per chiedere l’estradizione di Gomes Clesio Tavares. Tra le opzioni considerate dagli inquirenti figura anche l’emissione di un mandato d’arresto internazionale.
La difesa mette in dubbio le prove
Il provvedimento disciplinare contro Ranucci comprende una conversazione con Dario Carotenuto, parlamentare del M5s. Il colloquio, inserito negli atti dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato del 16 ottobre 2025, riguardava la consistenza degli elementi raccolti su un possibile approfondimento relativo al deputato di Fratelli d’Italia Cangiano.
La Rai sostiene che Carotenuto avrebbe chiesto chiarimenti sulla solidità dell’inchiesta e che Ranucci avrebbe fatto riferimento a scenari “inquietanti”, proponendo poi un incontro riservato per illustrargli i particolari. Per l’azienda, il comportamento sarebbe incompatibile con i doveri di lealtà, riservatezza, imparzialità e cautela nella gestione di dati non ancora pubblici, oltre a contrastare con il codice etico interno.
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Gli avvocati di Ranucci contestano però la possibilità che l’azienda abbia acquisito legittimamente quelle comunicazioni. Franco Focareta, Franco Scarpelli e Stefano Rossi, dello Studio Devitalaw coordinato da Roberto De Vita, sostengono che la pubblicazione giornalistica non basti a trasformare le conversazioni in prove utilizzabili: a loro avviso sarebbe necessaria l’autorizzazione della Giunta per le autorizzazioni, come avvenuto nel caso di Andrea Delmastro.
Le altre accuse rivolte a Ranucci
Nel fascicolo Rai compare anche la questione degli accessi alla redazione concessi a Laura Cianfoni. L’azienda ne indica circa 50 tra il 2019 e il 2026 e la descrive come una persona estranea alla struttura; il Fatto la indica invece come l’attuale compagna di Ranucci.
Un’ulteriore contestazione riguarda le critiche rivolte a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi dopo l’annuncio della conduzione condivisa di Report. La società contesta inoltre a Ranucci l’inoltro a Valter Lavitola di due messaggi di posta elettronica firmati da Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti.
La lettera disciplinare è stata firmata il 14 settembre 2026 dall’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. Il documento raccoglie dunque più episodi, mentre la posizione dell’ex conduttore viene esaminata nel quadro della procedura che può portare al licenziamento.
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