Raid sulle raffinerie russe: Mosca accusa Kiev di frenare la tregua
Alexander Novak sostiene che gli attacchi nelle regioni di Saratov e Ryazan mostrino l’assenza di passi ucraini verso una sospensione delle azioni contro gli impianti energetici.
La Russia riferisce di aver subito oggi attacchi contro due raffinerie di petrolio e interpreta l’episodio come un segnale negativo rispetto alla tregua energetica annunciata da Donald Trump. L’accusa è stata formulata da Alexander Novak, vice primo ministro russo.
Douglas
Fino al -25% su Douglas via app
Mosca denuncia due attacchi
Secondo quanto riferito da Novak, gli impianti colpiti si trovano nelle regioni di Saratov e Ryazan. Il dirigente ha citato informazioni ricevute dal ministero dell’Energia e dalle compagnie petrolifere russe.
«Il regime di Kiev ha attaccato oggi due raffinerie di petrolio, nelle regioni di Saratov e di Ryazan», ha affermato Novak, sostenendo che gli episodi riguardino direttamente il rispetto dell’intesa sugli obiettivi energetici.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’accusa sulla tregua energetica
Per il vice primo ministro russo, quanto accaduto dimostrerebbe che l’Ucraina non sta compiendo passi concreti verso la sospensione delle operazioni contro le infrastrutture del settore. La dichiarazione collega quindi gli attacchi alla tenuta dell’intesa promossa da Trump.
«Vediamo che la parte ucraina non sta dimostrando di muoversi verso una tregua energetica», ha aggiunto Novak. Non vengono forniti ulteriori dettagli sui danni provocati agli impianti né sulle modalità degli attacchi.
Continua a leggere
Agrigento, 112 protesi pagate dal Ssn: cinque medici nei guai
La Procura indaga su interventi eseguiti tra il 2018 e il 2024: secondo l’accusa, pazienti non rientranti nei casi previsti avrebbero ottenuto prestazioni gratuite.
Dopo gli Stati Uniti, nessun erede: la sfida tra Cina ed Europa
Il politologo Emidio Diodato analizza il vuoto lasciato da Washington, l’ascesa normativa di Pechino e le divisioni che frenano l’Unione europea.
Diodato: “L’America arretra, la Cina vuole riscrivere le regole
Il politologo legge la transizione verso un ordine internazionale senza una potenza dominante e indica nell’Europa il possibile ago della bilancia
Berlino-Mosca, la svolta dell’AfD: «Stop agli aiuti a Kiev
Alice Weidel chiede di interrompere il sostegno all’Ucraina e di riaprire i canali energetici con la Russia, contestando la linea del governo tedesco.