1.173notizie oggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Radiologia, la svolta parte da Milano: tecnici e medici più vicini

Al 52° Congresso nazionale Sirm arriva una sessione dedicata ai tecnici sanitari, con l’obiettivo di rendere più coordinati, sicuri ed efficienti i percorsi diagnostici.

Il 52° Congresso nazionale Sirm, in programma a Milano, segna un passaggio concreto nei rapporti tra medici radiologi e tecnici sanitari di radiologia medica: per la prima volta questi ultimi avranno una sessione scientifica autonoma. L’iniziativa punta a dare forma organizzativa e scientifica a una collaborazione già presente ogni giorno nelle strutture sanitarie.

Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm, considera l’appuntamento l’avvio di un percorso destinato a proseguire. La trasformazione della radiologia, spinta dall’innovazione tecnologica, richiede infatti di mettere a sistema le competenze delle diverse figure professionali per sostenere qualità, sicurezza ed efficienza.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Un congresso apre una nuova fase

La partecipazione dei tecnici con uno spazio scientifico dedicato viene indicata come il primo risultato visibile del rinnovato confronto. L’obiettivo è arrivare nel tempo a procedure, documenti e linee guida costruiti in modo condiviso, senza confondere responsabilità e ambiti di intervento.

«Medico radiologo e tecnico di radiologia costituiscono un binomio indissolubile», ha affermato Gandolfo. Secondo la presidente Sirm, il rispetto delle competenze individuali, accompagnato da una direzione comune, può migliorare l’organizzazione dei servizi e la protezione dei pazienti.


Competenze diverse nello stesso percorso

Il tecnico sanitario di radiologia medica segue gli aspetti tecnici dell’esame: applica i protocolli, regola i parametri di acquisizione e lavora per ottenere immagini di qualità. A queste attività si aggiungono l’attenzione alla radioprotezione e la tutela della sicurezza della persona sottoposta all’indagine.

Il medico radiologo e il tecnico operano quindi con responsabilità differenti ma complementari. Carmela Galdieri, presidente Tsrm, ha evidenziato come l’evoluzione formativa, scientifica e tecnologica della professione renda ancora più importante condividere procedure e obiettivi, così da rendere il percorso diagnostico più affidabile.


Regole comuni per la diagnostica

Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, ha richiamato la necessità di portare la collaborazione anche nei luoghi in cui vengono definite indicazioni professionali e organizzative. Documenti, circolari e indirizzi comuni dovrebbero chiarire compiti e responsabilità, evitando sovrapposizioni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

«Il principio alla base della collaborazione è quello del gioco di squadra nel rispetto dei ruoli», ha sottolineato Catania. La finalità, ha spiegato, è valorizzare ogni professionalità coinvolta e offrire ai cittadini prestazioni diagnostiche di qualità.


Settanta milioni di esami ogni anno

In Italia si effettuano annualmente circa 70 milioni di esami radiologici. La diagnostica per immagini è dunque un passaggio centrale dell’assistenza e, per sostenere un volume così elevato di prestazioni, richiede un coordinamento costante tra le figure coinvolte.

La collaborazione non si limita all’attività nelle singole strutture. Il confronto dovrà estendersi agli organismi nei quali vengono elaborate le indicazioni scientifiche e gestionali, con l’intento di produrre riferimenti più chiari e condivisi per l’intero settore.


La teleradiologia cambia le distanze

Digitalizzazione, strumenti avanzati e teleradiologia stanno modificando l’organizzazione dei servizi. In alcuni casi il radiologo e il tecnico possono trovarsi in luoghi diversi, senza per questo interrompere l’unità del percorso diagnostico.

La teleradiologia può rivelarsi utile nelle aree disagiate, nelle strutture con esigenze specifiche e durante le emergenze. Il suo impiego, però, deve avvenire nel rispetto delle norme, della sicurezza di pazienti e operatori e di un collegamento continuo tra le due professionalità.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere