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Attualità 3 min di lettura14 ott

Radiologia, la svolta arriva dal lavoro comune tra medici e tecnici

Al Congresso nazionale Sirm debutta una sessione dedicata ai tecnici di radiologia: l’obiettivo è rendere più sicuri ed efficienti gli esami per i pazienti.

La radiologia italiana prova a rafforzare il coordinamento tra le diverse professionalità coinvolte nella diagnosi. Il primo risultato concreto sarà visibile al 52° Congresso nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica, in programma a Milano, dove i tecnici sanitari di radiologia medica avranno per la prima volta una sessione scientifica autonoma.

Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm, considera l’appuntamento l’avvio di una collaborazione destinata a estendersi nel tempo: «È un primo passo importante e l'inizio di un percorso che vogliamo sviluppare nel tempo». La presidente ha collegato questo progetto alla trasformazione tecnologica del settore e alla necessità di valorizzare ogni competenza senza confondere ruoli e responsabilità.

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Il congresso apre una nuova fase

La presenza dei tecnici con uno spazio scientifico dedicato rappresenta il segnale più evidente del rapporto rinnovato tra le due professioni. L’intenzione è portare il confronto oltre l’attività quotidiana negli ospedali e coinvolgerlo anche nella definizione di procedure, indirizzi e documenti condivisi.

Secondo Gandolfo, digitalizzazione, strumenti innovativi e teleradiologia stanno cambiando l’organizzazione dei servizi. Anche quando medico e tecnico operano a distanza, sostiene la presidente, devono restare collegati all’interno dello stesso percorso, soprattutto nelle aree disagiate, nelle emergenze e nelle strutture con esigenze particolari. In questi casi restano indispensabili il rispetto delle norme, la tutela dei pazienti e degli operatori e un contatto costante tra i professionisti.


Settantamilioni di esami ogni anno

Nel sistema sanitario italiano si effettuano ogni anno circa 70 milioni di esami radiologici. Un volume che rende la diagnostica per immagini un passaggio decisivo dell’assistenza e richiede un’organizzazione capace di mantenere elevati livelli di qualità e sicurezza.

Radiologi e tecnici contribuiscono a questo risultato da prospettive differenti. Il medico radiologo partecipa alla gestione clinica e diagnostica, mentre il tecnico sanitario cura gli aspetti operativi dell’acquisizione delle immagini, applicando i protocolli, regolando i parametri dell’esame e verificando la qualità del risultato nel rispetto della radioprotezione.

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Competenze diverse, obiettivi condivisi

Carmela Galdieri, presidente dei Tecnici sanitari di radiologia medica, ha ricordato che la professione tecnica si è sviluppata sul piano della formazione, della ricerca e della tecnologia. La sua evoluzione, ha spiegato, ha ampliato le responsabilità legate alla corretta esecuzione degli esami e alla sicurezza del paziente.

Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, ha invece evidenziato l’importanza di chiarire compiti e responsabilità nei documenti e nelle decisioni che orientano il settore. Il principio indicato è quello della cooperazione senza sovrapposizioni: ogni figura deve essere riconosciuta per il proprio contributo, così da offrire prestazioni più affidabili ai cittadini.


Linee comuni per la diagnostica

La collaborazione sarà sviluppata anche nei luoghi in cui vengono elaborate le indicazioni scientifiche e organizzative per la radiologia. L’obiettivo è costruire riferimenti più uniformi, capaci di sostenere il lavoro quotidiano e di accompagnare l’introduzione delle nuove tecnologie.

Gandolfo ha riassunto il senso del progetto sottolineando che «lavorare insieme, nel rispetto dei ruoli, significa rendere il sistema più efficiente e sostenibile». La condivisione di procedure e obiettivi dovrebbe quindi tradursi in percorsi diagnostici più ordinati, sicuri e coerenti per i pazienti.

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