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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Radicali italiani, Blengino lascia e accusa i vertici

Con il segretario si dimettono altri 12 dirigenti; la tesoriera De Grazia respinge le contestazioni sui conti e sulle tessere.

Filippo Blengino ha annunciato le dimissioni da segretario dei Radicali italiani. Insieme a lui lasciano 12 dirigenti e componenti del Comitato nazionale, a un mese dal congresso del partito.

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Le accuse di Blengino

Blengino ha scelto di non rendere riservata la riunione della direzione nazionale e ha diffuso il proprio intervento, durato circa 20 minuti. L’ex segretario sostiene che nel partito ci siano irregolarità nelle iscrizioni, spese di campagna non adeguatamente documentate e una gestione sempre più concentrata attorno al presidente Matteo Hallissey.

Nel mirino è finita anche la campagna “Stop tassa etica”, avviata a gennaio. Blengino contesta il numero di firme raccolte, le modalità della loro consegna e la rendicontazione delle spese: secondo il suo racconto, la cifra sarebbe passata da 3mila a 4.500 euro, mentre il costo complessivo avrebbe raggiunto circa 10-11mila euro. Per l’ex segretario, il partito sarebbe diventato “una setta” legata alle ambizioni personali.

Blengino ha inoltre riferito di pressioni e intimidazioni ricevute negli ultimi mesi, sostenendo che due persone lo avrebbero minacciato di morte sotto casa. Ha poi segnalato anomalie nelle adesioni, citando il caso di Mercogliano, in provincia di Avellino, dove gli iscritti sarebbero numerosi quanto quelli di Roma, oltre a tessere pagate con la stessa carta o registrate dallo stesso indirizzo di rete.


La replica della tesoriera

Patrizia De Grazia, tesoriera dei Radicali italiani, ha respinto ogni contestazione. Ha spiegato che i bilanci sono pubblici, verificati da revisori esterni e destinati a essere presentati al congresso con una nota completa delle spese. A suo giudizio, i dati indicati da Blengino si riferivano a momenti diversi della rendicontazione e non dimostrerebbero irregolarità.

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De Grazia ha definito le accuse “diffamazione” e ha sostenuto che Blengino, in quanto rappresentante legale, dispone degli strumenti per verificare direttamente gli iscritti. La tesoriera ha negato anche la ricostruzione sulla presunta minaccia: secondo la sua versione, due persone si sarebbero limitate a citofonare chiedendo un incontro, prima di allontanarsi dopo il rifiuto.


Il congresso alle porte

Le dimissioni saranno formalizzate domani e arrivano mentre il partito si prepara al congresso previsto tra circa un mese. L’appuntamento avrebbe potuto confermare Blengino alla segreteria oppure aprire la strada a un cambio della guida.

La crisi si intreccia con gli equilibri interni a +Europa. Riccardo Magi è finito in minoranza, mentre Hallissey, sostenuto da Benedetto Della Vedova, ha avviato il tentativo di assumere un ruolo più ampio nel movimento politico di cui è presidente.

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