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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Nicko McBrain lascia gli Iron Maiden dopo l’ictus

Il batterista ha raccontato il ritiro e il memoir che ripercorre quarant’anni nella band britannica

Nicko McBrain ha lasciato gli Iron Maiden dopo l’ictus che lo aveva colpito due anni fa. Il batterista ha spiegato di non riuscire più a suonare ai livelli richiesti e ha affidato i ricordi della sua carriera al libro “Hello boys and girls!”.

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Il ritiro dopo l’ictus

McBrain ha raccontato di avere iniziato a lavorare al memoir dodici anni fa, senza però riuscire a completarlo a causa dei continui impegni con il gruppo. L’ictus lo ha costretto a fermarsi e gli ha dato il tempo di riprendere il progetto.

“Non avevo più la velocità di una volta. Non riuscivo più a muovere le dita come prima”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. Durante il periodo successivo al malore, gli Iron Maiden hanno modificato alcune introduzioni, parti dei brani e arrangiamenti, compresi quelli legati alla batteria.


I ricordi degli Iron Maiden

Il musicista ha raccontato di avere ricevuto sostegno dai compagni, in particolare dal bassista Steve Harris. Nonostante gli adattamenti effettuati dalla band, McBrain ha scelto di interrompere l’attività dal vivo perché non si sentiva più in grado di rispettare i propri standard e quelli del gruppo.

Il volume ripercorre l’ascesa degli Iron Maiden, formazione londinese diventata una delle principali band dell’heavy metal mondiale. McBrain ha suonato con il gruppo per circa quarant’anni, accompagnandone una parte decisiva della storia.

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Droghe, fede e Ozzy Osbourne

Nel libro il batterista affronta anche il periodo segnato da hashish, cocaina, alcol ed eroina. Ha spiegato di essere riuscito a interrompere quei comportamenti senza entrare in una struttura di recupero e senza rivolgersi agli Alcolisti Anonimi, attribuendo alla fede scoperta negli anni Novanta un ruolo nella sua scelta.

Tra gli episodi ricordati c’è anche quello in cui Ozzy Osbourne avrebbe contribuito a salvarlo mentre rischiava di cadere da un traghetto nella Manica. McBrain ha inoltre parlato dell’assenza degli Iron Maiden al concerto tributo dedicato a Ozzy, collegandola ai contrasti passati tra Sharon Osbourne e Bruce Dickinson e senza escludere l’ipotesi di una ripicca.


Le opinioni nel memoir

Nel testo McBrain definisce Donald Trump un “pazzo”, senza citarlo direttamente. Sul diritto degli artisti di esprimere le proprie idee ha richiamato anche l’esempio di Bruce Springsteen, sostenendo che le opinioni personali non dovrebbero essere negate a chi fa musica.

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