Quote pubbliche nell’IA? Trump apre a OpenAI e Anthropic
Il presidente statunitense valuta partecipazioni governative nei due gruppi, sostenendo che eventuali operazioni servirebbero agli interessi degli Stati Uniti.
L’ipotesi che Washington possa diventare azionista di alcune delle principali società americane dell’intelligenza artificiale è stata rilanciata da Donald Trump. In un’intervista al Time, il presidente ha lasciato aperta la porta a un eventuale acquisto di partecipazioni in OpenAI e Anthropic, precisando che l’operazione sarebbe condotta per conto del governo e non a beneficio personale.
Trump lascia aperta la porta
La possibilità è emersa quando al presidente è stato chiesto se gli Stati Uniti potrebbero investire nei due laboratori, dopo le iniziative già associate a Nvidia e Intel. Trump non ha escluso lo scenario: «Potrei farlo. Forse potrei».
Il capo della Casa Bianca ha anche respinto l’idea di una nazionalizzazione dei principali centri di ricerca sull’IA. Il suo approccio, invece, riguarderebbe l’acquisto di quote societarie, una formula che secondo lui sarebbe già stata utilizzata in altre operazioni legate agli interessi nazionali.
La giustificazione: interesse nazionale
Nel corso dell’intervista, Trump ha insistito sul fatto che eventuali partecipazioni non avrebbero come obiettivo un guadagno privato. «Non lo faccio per me stesso. Lo faccio per il Paese», ha affermato rispondendo alle domande sul possibile ingresso pubblico nel capitale delle aziende.
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A sostegno della sua posizione, il presidente ha richiamato il coinvolgimento degli Stati Uniti in altre iniziative economiche. Ha citato l’investimento in Intel, sostenendo che avrebbe già prodotto 60 miliardi di dollari, e ha menzionato anche un accordo in Alaska presentato dall’amministrazione come un’operazione di interesse nazionale.
Un modello già sperimentato
L’apertura su OpenAI e Anthropic si inserisce quindi in una linea più ampia, nella quale il governo statunitense può assumere un ruolo diretto in imprese considerate strategiche. Trump ha sostenuto di ricorrere spesso a questo tipo di interventi, distinguendoli però da una finalità personale.
Per ora non è stata annunciata alcuna acquisizione delle due società. Le dichiarazioni del presidente indicano soltanto la disponibilità a valutare l’ingresso pubblico nei loro azionariati, lasciando ancora da definire tempi, modalità e condizioni di un’eventuale operazione.
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