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Attualità 2 min di lettura45 min fa

Quattordici pazienti, accuse di violenza sessuale a un oculista

L’indagine è partita nel 2022 e ha coinvolto quasi 200 pazienti; il medico nega gli addebiti

Un oculista in servizio a Firenze rischia il processo per violenza sessuale nei confronti di 14 pazienti. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti durante visite agli occhi, anche se il medico respinge ogni accusa.

La difesa sostiene che i controlli contestati servissero a completare la valutazione delle condizioni generali dei pazienti. Gli avvocati Filippo Cei e Cesare Martucci potrebbero chiedere per il loro assistito il rito abbreviato.

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La misura disposta dal giudice

A febbraio 2026 il giudice per le indagini preliminari ha vietato al professionista di esercitare per un anno, accogliendo la richiesta della Procura di Firenze. Il pubblico ministero Alessandro Piscitelli aveva sollecitato una misura più pesante, cioè gli arresti domiciliari.

Il fascicolo è arrivato davanti al giudice dell’udienza preliminare. Dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei confronti dell’oculista.


Le accuse durante le visite

Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo i normali esami della vista il medico avrebbe portato alcuni pazienti in un’altra stanza. Qui avrebbe eseguito palpeggiamenti nelle parti intime, presentandoli come verifiche necessarie prima di un eventuale intervento.

La Procura ritiene che quelle pratiche non rientrassero nelle competenze di uno specialista degli occhi. Gli eventuali accertamenti urologici, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero dovuto essere affidati a un medico qualificato in quel settore.

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L’inchiesta partita nel 2022

Il caso è emerso dopo la denuncia presentata nel 2022 da un pensionato. L’uomo ha riferito di avere subito comportamenti analoghi in occasione di tre visite svolte in regime di intramoenia, cioè nell’attività privata esercitata dal medico all’interno dell’ospedale.

La prima segnalazione era stata archiviata per l’assenza di riscontri. Una denuncia successiva, relativa a un’altra visita, ha però spinto la Procura a riaprire gli approfondimenti e a verificare il comportamento dello specialista.


Sentiti quasi 200 pazienti

Gli inquirenti hanno esaminato gli appuntamenti effettuati dall’oculista sia nell’ospedale sia durante l’attività privata, ascoltando quasi 200 persone. Tredici pazienti, in prevalenza uomini anziani, avrebbero descritto episodi compatibili con l’ipotesi accusatoria; a loro si aggiunge il pensionato che aveva denunciato per primo.

Dalle testimonianze sarebbe emersa una modalità ricorrente: il medico avrebbe prospettato ulteriori controlli, soprattutto alla prostata, per prevenire complicazioni. Alcuni pazienti avrebbero considerato quelle manovre parte della visita, mentre altri avrebbero provato disagio senza denunciare subito quanto accaduto.

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