Quando il privato decide per tutti: il festival che interroga il capitalismo
Il 9 e 10 ottobre Milano ospita 21 incontri con oltre 60 esperti per discutere di imprese, potere pubblico, diritti, territori e futuro dell’economia.
Le decisioni prese nelle aziende non restano confinate nei bilanci: possono modificare gli equilibri sociali, incidere sull’ambiente e redistribuire potere e opportunità. È da questa prospettiva che il Festival dell’Economia Critica affronterà il rapporto tra imprese, istituzioni e cittadini nella sua terza edizione, in calendario il 9 e 10 ottobre 2026 alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano.
Il programma prevede 21 appuntamenti e la partecipazione di più di 60 ospiti italiani e internazionali. Al centro ci saranno le responsabilità del settore privato, il ruolo dello Stato e la possibilità di costruire un’economia capace di produrre valore condiviso invece di concentrare i guadagni e distribuire i costi sulla collettività.
Le imprese al centro del confronto
Il curatore Emanuele Felice sostiene che le strategie produttive, industriali e finanziarie abbiano effetti concreti sui luoghi in cui vengono applicate, sui diritti e sulle condizioni di vita. Per questo il festival esaminerà le conseguenze politiche delle scelte aziendali, senza considerarle semplici decisioni tecniche o private.
Dopo avere analizzato negli anni passati il rapporto tra capacità di profitto e possibilità di trasformazione, quindi il legame tra intervento pubblico e capitalismo, l’edizione 2026 si concentra sulle responsabilità delle imprese. La domanda di fondo riguarda i modelli economici in grado di sostenere democrazia, giustizia sociale e tutela dell’ambiente, distinguendoli da quelli che favoriscono rendite, sfruttamento e impoverimento dei territori.
Dai territori alle grandi tecnologie
Tra i temi previsti figurano il rapporto tra aziende e società, la finanziarizzazione dell’economia, l’evoluzione delle grandi imprese tecnologiche e le prospettive di sviluppo locale. Il confronto includerà anche la contrapposizione tra economie orientate alla guerra e forme di economia sociale.
Al dibattito prenderanno parte, tra gli altri, Amitav Acharya dell’American University di Washington, Cédric Durand dell’Università di Ginevra, Fabrizio Barca del Forum Disuguaglianze e Diversità, Charles Sabel della Columbia University, Cecilia Rikap, esperta di economia digitale, e Huiyao Wang, presidente del Center for China and Globalization. Saranno presenti inoltre economisti, ricercatori, esponenti delle istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo.
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Gli appuntamenti da seguire a Milano
Venerdì alle 18 Catia Bastioli, Francesco Caio e Julia Faure discuteranno delle richieste che il mondo imprenditoriale rivolge allo Stato nell’incontro “Cosa chiedono le imprese allo Stato?”. Il confronto, coordinato da Fabrizio Barca, sarà seguito alle 19.15 da una riflessione sulla trasformazione dei territori: Charles Sabel, Filippo Barbera e Lidia Greco si confronteranno sul tema “Rigenerare o estrarre valore?”, con la moderazione di Massimo Alberti di Radio Popolare.
Alle 20.30 l’attenzione si sposterà sul rapporto tra conflitti e organizzazione economica. Giovanna Botteri intervisterà Mario Pianta, Marco Rodolfo Di Tommaso e Attilio Dadda durante “Economia di guerra o economia di pace?”. La serata proseguirà con la proiezione di “Everyday in Gaza”, cortometraggio prodotto da WeWorld e diretto da Omar Rammal, vincitore del David di Donatello. L’iniziativa è realizzata insieme a Legacoop nel quadro della Biennale dell’Economia Cooperativa.
Sabato 10 ottobre, alle 17.45, Amitav Acharya e Huiyao Wang dialogheranno con Francesco Saraceno sugli scenari dell’ordine mondiale e sui rapporti tra Occidente e resto del pianeta. Alle 19 Cédric Durand e Mabel Lu Miao affronteranno con Emanuele Felice il possibile assetto dell’economia internazionale, in un incontro condotto da Salvatore Cannavò.
La partecipazione è gratuita, ma l’organizzazione consiglia di prenotare attraverso Dice.fm. Gli incontri saranno inoltre trasmessi in diretta sui canali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e su ilfattoquotidiano.it; il calendario completo è disponibile sul sito della Fondazione.
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