Putin a 74 anni: il mistero della salute tra diagnosi e smentite
Da Parkinson e tumori alle assenze pubbliche, il presidente russo è da anni al centro di ipotesi mai confermate sulle sue condizioni fisiche.
Vladimir Putin compie 74 anni e raggiunge il 22esimo compleanno celebrato da presidente della Federazione Russa. Da oltre un decennio, però, ogni tremore, cambiamento nell’aspetto o assenza dal calendario pubblico alimenta nuove ipotesi sulle sue condizioni fisiche, regolarmente respinte dal Cremlino.
Il tema è tornato con forza dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, quando alle indiscrezioni già circolate negli anni precedenti si sono aggiunte presunte diagnosi oncologiche, operazioni segrete e trattamenti all’estero. Nessuna di queste ricostruzioni è stata confermata in modo indipendente.
Le smentite del Cremlino non bastano
A riaccendere le congetture sono stati spesso dettagli apparentemente marginali: un braccio che oscilla meno dell’altro, una voce giudicata monotona, il volto gonfio, lo sguardo poco espressivo oppure una pausa imprevista nelle apparizioni ufficiali. Le immagini del presidente vengono analizzate fotogramma per fotogramma, mentre ogni variazione nella sua agenda diventa materia per nuove interpretazioni.
Nell’aprile 2023 il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha respinto le voci più insistenti, comprese quelle sulla presenza di sosia e sull’eventualità che Putin si nascondesse in un bunker. In quell’occasione ha descritto il presidente come “sempre stato superattivo” e ha definito la sua salute “invidiabile”, negando anche che fosse gravemente malato o prossimo alla morte.
Le assenze hanno contribuito a mantenere vivo il dibattito. Nel 2022 Putin non partecipò alla tradizionale trasmissione televisiva durante la quale risponde alle domande dei cittadini: alcuni analisti collegarono la decisione al rischio di domande scomode sulla guerra, mentre altri la interpretarono come un possibile segnale di problemi fisici.
Quella camminata studiata dai neurologi
Una delle teorie più singolari è stata esaminata anche in ambito accademico. Nel 2015 un gruppo di neurologi dei Paesi Bassi studiò numerosi filmati in cui Putin avanzava con il braccio destro quasi fermo e quello sinistro in movimento, una caratteristica che qualcuno aveva collegato a un possibile Parkinson in fase iniziale.
Il confronto con Dmitry Medvedev e con altri alti ufficiali russi portò però i ricercatori verso un’altra spiegazione. L’andatura, secondo la loro analisi pubblicata dal British Medical Journal, sarebbe riconducibile a un’abitudine maturata durante l’addestramento militare e nelle esperienze giovanili nel Kgb, dove agli agenti veniva insegnato a mantenere il lato sinistro leggermente orientato nella direzione di marcia mentre la mano destra restava pronta a impugnare un’arma.
Quella conclusione non ha fermato le speculazioni. Al contrario, il modo di camminare è rimasto uno degli elementi più ripresi ogni volta che sono riemerse ipotesi neurologiche sul presidente russo.
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Tumori, diabete e cure presunte
Tra il 2016 e il 2017 diversi mezzi d’informazione notarono che Putin viaggiava spesso all’estero accompagnato da squadre mediche molto numerose. In alcune occasioni sarebbero stati presenti cinque specialisti, in altre fino a 13, tra rianimatori, neurochirurghi, medici di base e oncologi.
La presenza di un medico noto per le ricerche sul tumore alla tiroide contribuì a rafforzare quella particolare teoria. Secondo le ricostruzioni diffuse allora, Putin lo avrebbe incontrato 35 volte a Sochi. In altri periodi, il volto gonfio venne invece interpretato come un possibile sintomo di diabete, mentre tremori e rigidità furono associati al Parkinson o addirittura a un principio di demenza.
Nel corso degli anni sono circolate anche ipotesi su problemi cardiaci, disturbi alla colonna vertebrale dopo una caduta da cavallo e un successivo infortunio durante una partita di hockey, leucemia e sindrome di Asperger. Alle presunte diagnosi si sono affiancate indiscrezioni su terapie convenzionali e rimedi alternativi, compresi impacchi a base di sangue di cervo descritti da alcuni esperti come dotati di effetti quasi miracolosi.
Le voci più forti dopo il 2022
Durante i primi mesi della guerra in Ucraina, le indiscrezioni hanno assunto toni ancora più allarmistici. Nel giugno 2022 fonti dell’intelligence statunitense sostennero che Putin avesse ricevuto, nell’aprile precedente, cure per un tumore in fase avanzata. Nello stesso periodo il giornalista israeliano Mark Kotlyarsky indicò invece il pancreas, e non la tiroide, come possibile sede della malattia.
All’inizio del 2023 Kyrylo Budanov, allora a capo dell’intelligence militare ucraina, affermò che il presidente russo fosse malato da tempo e destinato a morire presto. A distanza di tre anni da quelle dichiarazioni, Putin continua a svolgere le sue funzioni e festeggia il 74esimo compleanno.
Anche nell’agosto 2025 un episodio avvenuto durante il vertice in Alaska con Donald Trump ha alimentato nuove interpretazioni. Secondo un aneddoto, gli uomini della sicurezza russa avrebbero portato con sé un contenitore destinato a raccogliere le feci del presidente e a riportarle in Russia, così da impedire ad altri Paesi di ricavare informazioni sanitarie attraverso l’analisi dei suoi materiali biologici. Una pratica descritta come già adottata in passato, ma rimasta anch’essa priva di conferme ufficiali.
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