Puglia e Calabria senza carburante: il pieno diventa una corsa a ostacoli
I blocchi di operai, agricoltori e camionisti rallentano i rifornimenti e provocano code notturne, mentre in alcune province le stazioni restano senza benzina e gasolio.
Benzina e diesel iniziano a scarseggiare in diverse aree di Puglia e Calabria, proprio mentre la paura di restare senza carburante spinge migliaia di automobilisti verso i distributori. In alcune città le attese arrivano a durare ore e la mobilità risente anche dei problemi nella distribuzione delle merci.
La situazione più delicata riguarda il Salento, il Foggiano, il Cosentino e il Catanzarese. Il quadro è il risultato della sovrapposizione di due mobilitazioni: il presidio degli operai dell’Ilva davanti alla raffineria Eni di Taranto e le iniziative di agricoltori, produttori olivicoli e autotrasportatori contro il costo del carburante.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
Le stazioni restano senza scorte
Nel corso della settimana diversi impianti hanno cominciato a segnalare l’assenza di benzina e gasolio. Il fenomeno non interessa soltanto le stazioni della rete Enilive, ma si è esteso a numerosi marchi presenti sul territorio.
Nel Cosentino, la maggior parte dei distributori avrebbe già terminato le proprie disponibilità. A Catanzaro, mercoledì, risultava operativo un solo impianto: davanti alla stazione si è formata una coda molto lunga. A Brindisi, invece, nella notte tra giovedì e venerdì alcuni automobilisti hanno raccontato di aver atteso fino a due ore per completare il rifornimento.
Code e timori aggravano l’emergenza
Alla difficoltà di rifornire regolarmente la rete si è aggiunta la reazione dei cittadini. Dopo i primi segnali di scarsità, molti automobilisti hanno cercato di fare il pieno in anticipo, temendo che la situazione potesse peggiorare, e questo ha ulteriormente accelerato l’esaurimento delle scorte.
Le file si sono allungate anche nelle ore notturne, con decine di segnalazioni di auto ferme in attesa davanti agli impianti. Nel Foggiano, inoltre, il blocco dei camion e la ridotta disponibilità di gasolio stanno creando problemi alle consegne destinate ai supermercati.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il presidio dell’Ilva entra nel quarto giorno
A Taranto la protesta degli operai è arrivata al quarto giorno. Da lunedì i lavoratori presidiano la statale 106 ionica e impediscono l’accesso ai varchi della raffineria Eni, contestando le conseguenze della chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria.
La sospensione delle attività dovrebbe portare, nei prossimi mesi, a un ricorso quasi totale alla cassa integrazione. I dipendenti chiedono al governo misure dedicate, tra cui interventi sui prepensionamenti e il riconoscimento delle tutele previste dalla normativa sull’amianto.
In Calabria attesi nuovi blocchi
Nel Foggiano agricoltori e autotrasportatori stanno già rallentando la circolazione nei pressi dei caselli autostradali. La loro protesta nasce dall’aumento del prezzo del carburante, che incide in modo pesante sui costi di aziende agricole, imprese di trasporto e attività collegate.
Da venerdì sono previste nuove manifestazioni in Calabria, con presidi a Rende, Montalto Uffugo e in varie località dell’area cosentina, sia sul versante ionico sia su quello tirrenico. Gli organizzatori puntano a richiamare l’attenzione dell’esecutivo sulle difficoltà della filiera agricola, dal gasolio diventato troppo oneroso alla crisi del mercato che da mesi colpisce il settore.
Continua a leggere
Zacharia nella bufera: l’esame fallito mette in dubbio il ruolo alla Casa Bianca
La nuova portavoce di Trump ha confermato di non aver ottenuto l’abilitazione in California, mentre un gruppo di vigilanza chiede verifiche sul suo modo di definirsi avvocata.
Heidi Levine ferita in Cisgiordania: cosa è successo ad Abu Falah
L’esercito israeliano e l’ambasciata statunitense condannano l’attacco alla fotografa del Washington Post, ricoverata a Ramallah con varie fratture.
Festival italiani, i conti non tornano: chi decide davvero i fondi pubblici
Oltre 4mila rassegne convivono con finanziamenti concentrati su pochi grandi eventi, mentre mancano valutazioni trasparenti sull’efficacia delle risorse assegnate alla cultura.
La Russa da Fedez: il confronto che accende Pulp
L’ex ministro sarà al centro della prossima puntata del podcast insieme a Mr Marra, tra politica, vecchi rapporti e battute destinate a far discutere.