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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Psoriasi severa, richiesta l’estensione dell’esenzione per le cure

Alla Camera presentati i dati su 1,4 milioni di pazienti e sui costi stimati per il Servizio sanitario nazionale

L’estensione dell’esenzione prevista per la psoriasi severa a placche è stata chiesta durante un incontro alla Camera. Secondo le stime presentate, la misura avrebbe un costo annuo compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale.

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I dati sulla malattia

La conferenza si è svolta il 27 ottobre, alla vigilia della Giornata mondiale della Psoriasi. La patologia è cronica, autoimmune, infiammatoria e non contagiosa; nelle forme più gravi può compromettere la vita quotidiana e il benessere delle persone colpite.

Le informazioni del progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon su dati amministrativi riferiti a circa sei milioni di assistibili, indicano in circa 1,4 milioni gli italiani con psoriasi. L’incidenza annua raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, un valore superiore a quello registrato per il morbo di Crohn e per l’artrite reumatoide.

L’analisi ha inoltre evidenziato la frequente presenza di altre patologie, comprese condizioni autoimmuni, cardiometaboliche, renali, epatiche, infettive e oncologiche. La combinazione di questi fattori è associata a un rischio di mortalità 1,1 volte maggiore rispetto alla popolazione generale.


L’accesso all’esenzione

Soltanto il 9% dei pazienti con psoriasi usufruisce oggi dell’esenzione 045. Tra coloro che ne sono privi, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: nel complesso, sono 137mila le persone non esenti sottoposte a trattamenti sistemici.

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha evidenziato che molti pazienti devono pagare gli esami necessari per iniziare e controllare le cure. «Un onere economico inaccettabile, che contrasta con i principi di universalità ed equità su cui si fonda, o dovrebbe fondarsi, il nostro SSn», ha detto durante l’incontro.

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L’associazione propone quindi di ampliare il perimetro dell’esenzione 045 all’interno dei Livelli essenziali di assistenza, tenendo conto della gravità effettiva della malattia. Per Tonino Aceti, presidente di Salutequità, servono anche un aggiornamento del Piano sanitario nazionale e una revisione del Piano nazionale della cronicità.


Le carenze nella rete pubblica

Dalla discussione è emersa anche la difficoltà degli ospedali pubblici nel garantire una presenza adeguata di dermatologi. Aldo Cuccia, dell’Adoi, ha chiesto nuovi concorsi nelle strutture con maggiore carenza di personale e una collaborazione più stretta tra università e ospedali per formare e trattenere i giovani specialisti.

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha spiegato che il progetto consente di descrivere il percorso dei pazienti nella pratica clinica e di individuare i bisogni ancora scoperti. Marco Romanelli, del Consiglio direttivo Sidemast, ha aggiunto che la forma severa a placche richiede controlli specialistici continui e cure commisurate alla complessità della patologia.


La richiesta alle istituzioni

I deputati Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli hanno richiamato la necessità di garantire criteri uniformi sul territorio nazionale. I dati raccolti, secondo i partecipanti, offrono una base concreta per valutare l’impatto economico di un’estensione delle tutele.

La proposta è stata collegata alla necessità di ridurre le differenze regionali e di assicurare ai pazienti esami, monitoraggio e trattamenti senza costi sproporzionati rispetto alle loro condizioni cliniche.

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