Pryluky sotto attacco: almeno 24 morti e oltre 130 feriti
Il raid russo sulla città ucraina ha provocato un bilancio pesantissimo, con decine di vittime e più di cento persone ferite.
Il raid russo ha colpito Pryluky, in Ucraina, causando almeno 24 morti e oltre 130 feriti. Sono questi i numeri del bilancio riportato dopo l’attacco, che ha lasciato la città alle prese con una grave emergenza.
Pryluky conta le sue vittime
L’attacco ha provocato un numero di vittime pari ad almeno 24 persone. Il dato, già molto elevato, fotografa la gravità delle conseguenze del raid sulla città ucraina.
Accanto ai decessi, il bilancio comprende anche più di 130 feriti. Le informazioni disponibili non riportano ulteriori dettagli sulle loro condizioni.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Oltre cento persone ferite
La parte più consistente del bilancio riguarda dunque i feriti, che superano quota 130. Il numero si aggiunge alle vittime accertate e restituisce la dimensione dell’impatto dell’attacco.
Pryluky si trova ora a fare i conti con le conseguenze del raid russo. Al momento, i dati disponibili indicano almeno 24 morti e oltre 130 persone ferite.
Continua a leggere
Palline bianche contro il voto elettronico: la mossa di Magi
Il leader di +Europa chiederà alla Camera un sistema alternativo per proteggere lo scrutinio segreto sulla legge elettorale, ma un precedente del 2011 potrebbe fermarlo.
Tor Vergata, oltre 90 milioni per la ricerca: la sfida ora è durare
L’ateneo romano ha partecipato a 48 iniziative nazionali coinvolgendo centinaia di ricercatori, imprese e istituzioni in settori che vanno dalla salute allo spazio.
Tor Vergata, oltre 90 milioni per la ricerca: la sfida ora è durare
L’ateneo romano ha partecipato a 48 iniziative con 380 partner e punta a mantenere nel tempo laboratori, competenze e collaborazioni nate grazie ai finanziamenti pubblici.
Cavour occupato, la sfida degli studenti: la rabbia senza voce
Al liceo romano la protesta contro politiche scolastiche, spese militari e repressione nasce dalle sanzioni, ma punta a costruire una mobilitazione più ampia