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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Due morti e un sospetto: il padre di Antonella torna sul genero

Salvatore Di Ielsi riaccende i dubbi su Gianni Di Vita e richiama presunti tradimenti, senza però presentare nuovi elementi a sostegno delle sue ipotesi.

Il caso delle due donne morte a dicembre in provincia di Campobasso torna al centro delle dichiarazioni di Salvatore Di Ielsi. Il padre di Antonella Di Ielsi ha parlato del genero Gianni Di Vita, marito della figlia e padre di Sara, collegando i sospetti sull’uomo a presunti tradimenti avvenuti in passato.

«Per una donna si deve arrivare a questo?», ha domandato Di Ielsi durante un’intervista a Dentro la notizia. Le sue parole si inseriscono nell’indagine sul presunto avvelenamento con ricina che avrebbe causato la morte di Antonella e Sara lo scorso dicembre.


Il sospetto su un possibile coinvolgimento

Nel corso del colloquio, il padre di Antonella ha sostenuto di ritenere improbabile che Di Vita abbia agito completamente da solo. Il suo ragionamento, però, non è stato accompagnato dall’indicazione di prove o circostanze inedite.

«Non è possibile che abbia fatto tutto da solo, sapendo cosa c’era intorno, però è stato coinvolto», ha affermato Di Ielsi. La dichiarazione esprime quindi un convincimento personale: l’uomo non ha chiarito quale sarebbe stato il ruolo del genero né su quali elementi concreti basi l’ipotesi.

Quando gli è stato chiesto quali siano oggi le condizioni di Di Vita, il padre di Antonella ha mantenuto una posizione prudente e ha lasciato aperto il tema della responsabilità: colpevole o innocente, ha detto in sostanza, il genero dovrebbe comunque affrontare la situazione che lo riguarda.


Il riferimento ai tradimenti

Le accuse rivolte a Di Vita sono state accostate da Di Ielsi a presunti rapporti extraconiugali. Il padre della vittima ha lasciato intendere di aver saputo di tradimenti risalenti a diversi anni fa e ha suggerito che Antonella avrebbe potuto reagire già allora.

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Il riferimento è stato espresso in termini generici, senza nomi, date o ulteriori dettagli. Di Ielsi ha parlato di una vicenda nata, a suo giudizio, da comportamenti gravemente sbagliati, ma non ha stabilito un collegamento dimostrato tra quei presunti tradimenti e la morte delle due donne.


Un giudizio già espresso in passato

Il rapporto tra Di Ielsi e il genero era già stato affrontato pubblicamente. In una precedente apparizione nella stessa trasmissione, il padre di Antonella aveva fatto sapere di non nutrire fiducia nei confronti di Di Vita.

Questa volta ha descritto l’uomo con un’espressione ambivalente, definendolo in passato «il bravo fesso»: una persona che considera buona, ma anche ingenua. Anche questa valutazione resta parte del suo racconto personale e non aggiunge elementi verificabili sul presunto avvelenamento.

Immagine di copertina: X/DENTRO LA NOTIZIA, servizio del 7 ottobre 2026.

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