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Attualità 1 min di lettura22 min fa

Processo Berlusconi, Strasburgo conferma il verdetto: cosa ha deciso

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha escluso violazioni del giusto processo nella vicenda che portò alla condanna per frode fiscale del 2013.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto le contestazioni principali legate al procedimento che portò alla condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale. I giudici hanno stabilito all’unanimità che non fu violato il diritto a un processo equo.

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Nessuna violazione del processo equo

La decisione riguarda il procedimento concluso nel 2013, quando Berlusconi era già una figura centrale della politica italiana: era stato presidente del Consiglio ed era il fondatore di Forza Italia. L’ex presidente del Consiglio è morto nel 2023.

Nel valutare il ricorso, la Corte ha escluso che le garanzie di equità processuale siano state compromesse. Il pronunciamento, adottato all’unanimità, conferma quindi l’assenza di una violazione sotto questo profilo.

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Il ricorso divide le contestazioni

I giudici di Strasburgo hanno considerato ricevibile soltanto la parte dell’istanza relativa alla presunta mancanza di imparzialità della Corte di cassazione. Questo significa che tale contestazione è stata esaminata nell’ambito del procedimento davanti alla Corte europea.

Tutte le altre doglianze sono state invece dichiarate irricevibili. La pronuncia, dunque, distingue tra il punto riguardante l’imparzialità della Cassazione e il resto del ricorso, senza riconoscere una violazione del diritto a un equo processo nel caso della condanna per frode fiscale.

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