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Attualità 2 min di lettura56 min fa

Pressione fiscale al 43,5%: il dato Istat e il deficit al 2%

Nel secondo trimestre il peso delle entrate sul Pil è cresciuto rispetto a un anno prima, mentre l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche ha registrato un lieve miglioramento.

Nel secondo trimestre la pressione fiscale ha raggiunto il 43,5% del Pil, segnando un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale, tuttavia, il rapporto tra indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e Pil è sceso al 2%, dal 2,1% registrato un anno prima.


Il fisco pesa di più sul Pil

Il dato sulla pressione fiscale è contenuto nel Conto delle amministrazioni pubbliche elaborato da Istat. La rilevazione rientra nei Conti trimestrali dei settori istituzionali e comprende anche le stime riferite alle famiglie e alle società.

La percentuale del 43,5% indica l’incidenza complessiva delle entrate fiscali sul prodotto interno lordo nel periodo considerato. Il confronto annuale evidenzia quindi un incremento di mezzo punto, a fronte di una dinamica diversa per gli altri indicatori dei conti pubblici.


Il deficit migliora, ma cambiano i saldi

Nel trimestre l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, espresso in rapporto al Pil, è risultato pari al -2%. Il valore è leggermente migliore rispetto al -2,1% del secondo trimestre del 2025, secondo le stime diffuse da Istat.

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Anche il saldo primario ha mantenuto un valore positivo: la sua incidenza sul Pil è stata del 3%, in aumento rispetto al 2,2% rilevato nello stesso trimestre dell’anno precedente. Il saldo corrente è rimasto positivo, ma è passato dal 3,3% al 2,9% del Pil nel confronto annuale.


Come sono state calcolate le stime

Per il Conto delle amministrazioni pubbliche, Istat presenta i dati in forma non destagionalizzata. Le informazioni relative alle famiglie e alle società, invece, sono diffuse con una correzione stagionale, così da rendere più agevole il confronto tra periodi diversi dell’anno.

La fotografia restituita dalla rilevazione combina dunque due elementi: da un lato, una pressione fiscale più elevata rispetto a un anno prima; dall’altro, un rapporto tra deficit e Pil lievemente ridotto, insieme a un saldo primario ancora positivo.

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