Prato, l’allarme scuola: 300 minori fuori dalle aule e dispersione all’11%
Nel territorio pratese emergono classi composte solo da alunni stranieri e un numero elevato di minori che non hanno mai iniziato il percorso scolastico, mentre ogni anno più di 500 ragazzi si fermano prima del diploma.
Prato si ritrova davanti a un problema che non riguarda solo i banchi, ma l’intero percorso di integrazione dei più giovani. Nel territorio, secondo i dati richiamati nel caso, ci sono classi in cui tutti gli alunni sono stranieri e circa 300 minori che non sono mai entrati a scuola.
A questo si aggiunge un altro dato pesante: la dispersione scolastica è all’11%, uno dei livelli più alti in Italia. Significa che ogni anno oltre 500 ragazzi abbandonano gli studi senza arrivare al diploma.
Classi interamente composte da stranieri
Il punto più delicato emerso nel quadro pratese è la presenza di sezioni scolastiche formate esclusivamente da bambini stranieri. Un segnale che racconta quanto il sistema sia sotto pressione, soprattutto in alcune aree e nei primi anni del percorso educativo.
Il tema non è soltanto numerico. Quando l’accesso alla scuola si inceppa già all’inizio, diventano più difficili sia l’apprendimento sia il contatto con il resto del tessuto sociale. Ed è proprio qui che pesa il dato dei 300 minori mai entrati in classe.
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Dispersione sopra la media nazionale
L’altro fronte critico è quello degli abbandoni. Con un tasso dell’11%, Prato si colloca tra le realtà più esposte del Paese, mentre il flusso di ragazzi che lasciano gli studi resta costante e rilevante.
Ogni anno, infatti, più di 500 studenti interrompono il proprio cammino prima del diploma. Un numero che rende evidente quanto il problema non sia episodico, ma strutturale, e quanto servano risposte capaci di agire sia sull’ingresso a scuola sia sulla permanenza in aula.
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