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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Praga, la piazza sfida il governo: cosa cambia per radio e tv pubbliche

La protesta nella Città Vecchia contesta il nuovo modello di finanziamento dei media pubblici, che ora dovrà superare Senato e presidenza della Repubblica.

La riforma del finanziamento di televisione e radio pubbliche ha portato migliaia di persone nella piazza della Città Vecchia, a Praga. I manifestanti accusano l’esecutivo guidato da Andrej Babis di mettere a rischio l’autonomia dell’informazione e la libertà di stampa.

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La protesta accende lo scontro politico

Il raduno si è svolto nel pomeriggio, dopo il primo via libera parlamentare al progetto. La misura è stata approvata dai deputati nella notte tra venerdì e sabato, su iniziativa di Spd, partito di estrema destra che fa parte della coalizione di governo.

Secondo i promotori della protesta, spostare nelle mani dell’esecutivo il finanziamento dei media pubblici potrebbe aumentare la pressione politica sulle loro attività. L’opposizione ha contestato duramente il provvedimento e ha annunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte costituzionale.

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Il nuovo sistema deve ancora passare

L’abolizione del canone radiotelevisivo non è ancora definitiva. Dopo il voto della Camera, il testo dovrà essere esaminato dal Senato e successivamente arrivare al presidente della Repubblica per l’approvazione finale.

La proposta prevede che siano direttamente le risorse governative a sostenere televisione e radio pubbliche. Nel nuovo assetto, i bilanci dei due servizi subirebbero inoltre una diminuzione stimata intorno al 15%, uno degli aspetti che ha alimentato le critiche e la mobilitazione a Praga.

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