Carovita, i sindaci sfidano il governo: «Ora serve un confronto»
I primi cittadini di nove grandi città chiedono a Giorgia Meloni un tavolo urgente su salari, servizi e sostegno alle attività colpite dalla crisi.
Famiglie, lavoratori e aziende sono sempre più sotto pressione e i sindaci chiedono all’esecutivo di intervenire prima che il disagio sociale si trasformi in nuove tensioni. È questo il senso della lettera inviata a Giorgia Meloni da nove primi cittadini di centrosinistra, che sollecitano un incontro mentre si prepara la legge di bilancio.
La richiesta arriva dopo le recenti manifestazioni contro l’aumento del costo della vita e le politiche sul riarmo. Le proteste si sono svolte senza replicare i disordini di sabato 17 ottobre, ma hanno confermato una diffusa insoddisfazione, particolarmente forte tra i giovani, in una fase che precede le campagne elettorali per il Parlamento, il governo e numerose amministrazioni locali.
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Il disagio corre dalle città alle imprese
Nella missiva, i sindaci descrivono un’Italia alle prese con rincari che riguardano abitazioni, energia, trasporti e beni essenziali. La difficoltà emerge nelle domande di sostegno per pagare l’affitto, nelle attività commerciali che rischiano la chiusura e tra i ragazzi che non riescono a conquistare l’indipendenza economica.
A soffrire sono anche intere filiere produttive, dall’autotrasporto all’agricoltura, dove in alcuni casi lavorare non garantisce più un risultato sostenibile. «Il costo della vita, della casa, dell’energia e dei trasporti sta mettendo sotto pressione famiglie, lavoratori e imprese in tutta Italia da Nord a Sud», scrivono i primi cittadini, collegando il malessere alle condizioni materiali delle persone.
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Sicurezza e sostegni, l’appello a Meloni
Nel loro intervento, gli amministratori distinguono il disagio dalle violenze: gli episodi di tensione e i danneggiamenti vengono giudicati inaccettabili e condannati con fermezza. Allo stesso tempo, i sindaci esprimono vicinanza alle forze dell’ordine, chiamate a operare in città sempre più complesse, e a commercianti, artigiani e operatori economici che subiscono i danni delle proteste.
Secondo i firmatari, una risposta stabile non può limitarsi all’ordine pubblico, ma deve passare dal potere d’acquisto, dall’occupazione e dai servizi fondamentali. Per questo chiedono un confronto diretto con il governo sulle misure da inserire nella manovra e assicurano la disponibilità delle amministrazioni locali a collaborare per sostenere famiglie e imprese e rafforzare la coesione sociale.
A sottoscrivere la lettera sono Roberto Gualtieri per Roma, Beppe Sala per Milano, Stefano Lo Russo per Torino, Gaetano Manfredi per Napoli, Sara Funaro per Firenze, Vito Leccese per Bari, Matteo Lepore per Bologna, Silvia Salis per Genova e Massimo Zedda per Cagliari.
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