Ponti sotto attacco, la Romania alza due caccia: cosa sta succedendo
Un raid russo danneggia un ponte a Zaporizhzhia e provoca cinque feriti, mentre Bucarest reagisce a un’allerta aerea lungo il confine ucraino.
La guerra torna a mettere nel mirino le infrastrutture che attraversano il Dnepr. A Zaporizhzhia un ponte è stato colpito dalle forze russe e cinque persone sono rimaste ferite; tra loro figurano due operatori della Croce Rossa diretti al lavoro. Il passaggio è stato chiuso temporaneamente.
Bucarest risponde all’allerta
Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, la Romania ha fatto decollare due caccia F-18 dopo che i radar militari avevano individuato due obiettivi nei cieli ucraini, in prossimità della frontiera romena. Gli aerei, impiegati nelle attività di rafforzamento della sorveglianza, sono partiti dalla base aerea 57 di Mihail Kogalniceanu.
L’allarme ha interessato la contea di Tulcea ed è rimasto attivo per un’ora. Il ministero della Difesa di Bucarest ha precisato che i velivoli senza pilota non sono entrati nello spazio aereo nazionale. I due F-18 appartengono all’Aeronautica e alla Forza spaziale spagnola, impegnate in missioni di controllo dell’area.
Il Dnepr resta un obiettivo
Il ponte di Zaporizhzhia è stato raggiunto durante un attacco condotto in mattinata, secondo le autorità regionali. Il bilancio provvisorio parla di cinque feriti, mentre la chiusura temporanea ha imposto una sospensione del transito sul collegamento.
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Un episodio simile era avvenuto domenica a Kiev. Negli ultimi giorni, due degli otto ponti della capitale che permettono di superare il Dnepr sono stati presi di mira da droni russi a reazione, considerati difficili da intercettare.
Fiamme in un impianto vicino Mosca
Nello stesso quadro di attacchi incrociati, droni ucraini avrebbero colpito una grande struttura petrolifera nell’oblast di Mosca. I canali russi di monitoraggio hanno indicato il Centro di Produzione e Distribuzione Lineare di Volodarsk, situato nei pressi del villaggio di Konstantinovo.
Le immagini attribuite a testimoni della zona mostrerebbero fiamme nell’impianto e una colonna di fumo. Konstantinovo si trova a circa 40 chilometri dal centro di Mosca, mentre il sito petrolifero dista circa 450 chilometri dal confine ucraino. Nel frattempo, i Paesi vicini alla Russia continuano a mantenere alta l’attenzione: il giorno precedente l’Estonia aveva concentrato truppe lungo la frontiera.
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