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Attualità 2 min di lettura2 ott

Pomodori, il caldo fa volare i prezzi: il Datterino sfiora 6 euro

La disponibilità ridotta nei mercati italiani spinge le quotazioni del pomodoro e riapre la strada alle importazioni da Spagna, Albania e Turchia.

Per assicurare continuità ai rifornimenti, il mercato italiano sta ricorrendo sempre più spesso a prodotto straniero. Nei banchi all’ingrosso sono arrivati pomodori rossi tondi dalla Spagna e varietà lisce verdi dall’Albania; a queste forniture si aggiungono quelle turche, che raggiungono l’Italia passando dai canali commerciali olandesi.

Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, avverte però che l’aumento non sarebbe legato a comportamenti speculativi: «Quando all’ingrosso si parte da valori vicini ai 5 o addirittura ai 6 euro, quei pomodori al consumatore finale a che prezzo arrivano?». Secondo Pallottini, il valore di partenza è ormai circa il doppio rispetto a pochi mesi fa.


L’offerta nazionale si è assottigliata

A incidere sulla disponibilità è stata soprattutto l’estate 2026, segnata da temperature eccezionalmente alte. Le condizioni meteorologiche hanno colpito le principali zone agricole e ridotto la quantità di ortaggi pronti per la vendita, mantenendo le quotazioni su livelli elevati.

Il caldo ha inoltre complicato i trapianti previsti a luglio, indispensabili per garantire raccolti nelle settimane successive e fino a ottobre. In parte dei terreni, le temperature hanno compromesso anche la qualità del pomodoro raccolto, restringendo ulteriormente la quota effettivamente commercializzabile.


Datterino vicino ai sei euro

Il pomodoro è tra i prodotti che mostrano con maggiore evidenza la tensione sul mercato. In Sicilia, che in questa fase dell’anno rappresenta una delle principali aree di approvvigionamento per il consumo nazionale, la scarsità ha spinto verso l’alto i listini, anche quando la qualità del prodotto resta buona.

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Il pomodoro cuore di bue viene scambiato all’ingrosso a 4,50 euro al chilo, mentre il Datterino ha raggiunto 5,80 euro. Una distanza significativa rispetto ai mesi precedenti, che rischia di trasferirsi lungo tutta la filiera fino al prezzo pagato dai consumatori.


Anche l’insalata diventa costosa

Pallottini ha descritto con ironia l’effetto di questi rincari sulla spesa quotidiana: «Di questo passo un’insalata di pomodori rischia di diventare un piatto gourmet, direi quasi da ristorante stellato».

L’allarme riguarda più in generale frutta e ortaggi, comparto sottoposto nello stesso periodo anche alla pressione dei costi di produzione, dai fertilizzanti ai carburanti. La combinazione tra raccolti ridotti e spese agricole più alte sta sostenendo una fiammata dei prezzi all’ingrosso.

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