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Attualità 3 min di lettura18 min fa

Polonia, esercitazione della coalizione: 2.800 soldati da dieci Paesi

A Nowa Dęba, in Polonia, 2.800 militari di dieci Paesi proveranno comando, logistica e difesa dai droni

La coalizione dei volenterosi organizzerà dal 9 al 22 novembre la sua prima grande esercitazione militare senza la partecipazione dell’Italia. Le attività si svolgeranno a Nowa Dęba, nel sud-est della Polonia, con circa 2.800 soldati provenienti da dieci Paesi.

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La prova operativa in Polonia

Belgio, Estonia, Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito prenderanno parte alle manovre. La Turchia collaborerà invece su attività specifiche, con un ruolo distinto rispetto al contingente principale.

L’esercitazione servirà a verificare la capacità di coordinare ordini, comunicazioni e spostamenti di personale, mezzi e rifornimenti attraverso più Stati europei. Il programma comprende anche esercitazioni contro i droni, mentre gli aerei britannici rappresenteranno la componente aerea.

La parte navale sarà simulata dalla Turchia a Istanbul. Le attività riguarderanno anche le procedure per rimuovere le mine e favorire la sicurezza del traffico commerciale nel Mar Nero.


Il ruolo della forza multinazionale

La Forza multinazionale per l’Ucraina è stata costituita a gennaio ed è diretta da Francia e Regno Unito. La struttura rappresenta il braccio militare della coalizione nata nel marzo 2025, con l’obiettivo di coordinare gli aiuti a Kyjiv e preparare possibili garanzie di sicurezza dopo la guerra.

Trentasei Paesi hanno promesso un contributo militare al progetto. Durante gli incontri dell’estate, il confronto si è allargato alla protezione contro i missili e alla possibilità di fabbricare armamenti europei direttamente in Ucraina.

Un eventuale invio della forza potrebbe avvenire solo dopo la conclusione delle ostilità e su richiesta delle autorità ucraine. I reparti non avrebbero il compito di separare gli eserciti o controllare la linea del cessate il fuoco: l’obiettivo sarebbe sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e scoraggiare una nuova offensiva russa.


Le divisioni tra gli alleati

Le capitali coinvolte non condividono però la stessa idea sulla collocazione dei militari. La Francia considera una presenza terrestre in Ucraina, il Regno Unito insiste sul sostegno dal cielo e la Germania preferisce mantenere le truppe nei Paesi vicini.

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Anche il numero degli uomini e le regole per il loro impiego resterebbero da definire sulla base dei termini di un eventuale accordo. L’assenza degli Stati Uniti pesa sulle capacità della struttura, soprattutto per quanto riguarda le informazioni d’intelligence e il controllo satellitare del rispetto della tregua.

La prova polacca non risolverà queste divergenze e non chiarirà quale sarà il contributo americano. Potrà tuttavia misurare la solidità del coordinamento europeo, più che la capacità di schierare grandi formazioni corazzate.


Varsavia come retrovia

La Polonia non prevede di mandare propri soldati in Ucraina, ma vuole rafforzare la funzione di retrovia. Dal suo territorio passa una parte consistente degli aiuti destinati a Kyjiv e da anni il Paese ospita strutture per l’addestramento dei militari ucraini.

Varsavia deve nello stesso tempo sorvegliare il confine orientale. Nei giorni precedenti al 4 novembre, la polizia ha avviato un’operazione nelle aree di Varmia-Masuria e Podlachia, vicino alla frontiera con l’enclave russa di Kaliningrad, dopo alcune segnalazioni relative a possibili sabotaggi.

All’attività partecipano esercito, guardia di frontiera e apparati d’intelligence. La cooperazione con l’Ucraina comprende inoltre il settore industriale: a settembre, durante la fiera Mspo di Kielce, Pk Mil e Szczęśniak Pojazdy Specjalne hanno sottoscritto un memorandum per avviare in Polonia la produzione degli obici semoventi ucraini Bohdana da 155 millimetri.

Pk Mil si occuperà dei sistemi d’artiglieria, mentre Szczęśniak Pojazdy Specjalne lavorerà sui telai e sull’integrazione dei veicoli. Tra addestramento, protezione dei confini e produzione militare, la Polonia assume così un ruolo di collegamento tra il sostegno europeo e la capacità difensiva ucraina.

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