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Attualità 1 min di lettura51 min fa

Più Pil, stessa povertà: l’Africa ora sfida l’incognita dell’IA

Nel 2026 l’economia subsahariana dovrebbe accelerare al 4,3%, ma inflazione, debito e crescita demografica rischiano di lasciare milioni di persone ai margini

Il problema non è soltanto quanto cresceranno le economie africane, ma quanto di quella ricchezza riuscirà a raggiungere la popolazione. Nel 2026 il Pil dell’Africa subsahariana dovrebbe aumentare più del previsto, senza però produrre un miglioramento proporzionato nella lotta alla povertà e nell’occupazione.

A delineare questo quadro è l’ultimo rapporto biennale della Banca mondiale dedicato agli scenari economici della regione. Le previsioni indicano un passaggio dal 4,1% del 2025 al 4,3% del 2026, mentre l’incremento del Pil per abitante resterebbe fermo su livelli insufficienti: dall’1,6% all’1,8%.


La crescita non raggiunge tutti

Secondo l’analisi, l’espansione prevista non basterà a ridurre in modo rilevante la povertà né a generare abbastanza posti di lavoro. Il divario rischia di ampliarsi ulteriormente per effetto della dinamica demografica: entro il 2030 il continente conterà 330 milioni di persone con meno di 24 anni.

A frenare i benefici della crescita contribuiscono anche l’aumento dei prezzi e il peso del debito pubblico. Il rapporto segnala così una distanza persistente tra gli indicatori macroeconomici e le condizioni concrete delle famiglie, una delle debolezze più difficili da superare per le economie subsahariane.

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Tra minerali strategici e nuove minacce

La tenuta dell’area poggia su diversi elementi favorevoli. Tra questi figurano il rallentamento dell’inflazione, il rafforzamento dei conti pubblici, una domanda interna ancora solida e l’interesse internazionale per i minerali strategici necessari alla transizione energetica e agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Il quadro resta tuttavia esposto a numerosi rischi. Le tensioni in Medio Oriente, l’incertezza sul commercio internazionale e il possibile ridimensionamento degli aiuti statunitensi durante la presidenza di Donald Trump si sommano agli effetti degli eventi climatici estremi e alle minacce alla sicurezza. Sullo sfondo rimane anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, che potrebbe creare nuove opportunità ma i cui effetti sullo sviluppo africano sono ancora difficili da valutare.

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