5.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Francia, 200 mila in piazza: scuole chiuse e 6.059 arresti

Il terzo giorno di mobilitazione porta migliaia di studenti nelle strade, mentre il governo rafforza i controlli e diversi istituti restano chiusi per prevenire disordini.

La terza giornata di protesta in Francia si apre in un clima particolarmente teso: dopo gli arresti delle ultime settimane, oggi il Paese si prepara a una mobilitazione che potrebbe coinvolgere tra 150 mila e 200 mila persone. A Parigi sono stati predisposti 2.000 agenti tra polizia e gendarmeria, con una partecipazione stimata tra 20 mila e 40 mila manifestanti.


Piazze sorvegliate dopo gli arresti

Dal 28 settembre, secondo il Ministero dell'Interno, sono stati eseguiti 6.059 arresti. Oltre 5.000 persone, in larga parte minorenni, sono state fermate nell'ambito delle proteste che hanno coinvolto liceali e studenti universitari.

Anche l'IGPN, l'organismo incaricato di verificare l'operato della polizia, ha avviato dieci procedimenti nei confronti delle forze dell'ordine dall'inizio del movimento. Le autorità si attendono cortei numerosi anche a Nantes, Rennes, Tolosa, Lione e Strasburgo.


Scuole chiuse e mobilitazione record

A sostenere la protesta è la Union syndicale lycéenne, secondo cui 1.800 licei risultano bloccati oppure chiusi dal Ministero dell'Istruzione per ridurre il rischio di incidenti. Il sindacato descrive la partecipazione come senza precedenti e chiede a tutti gli istituti superiori di aderire alle manifestazioni, invitando a farlo «con prudenza ma con determinazione».

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Le ragioni della mobilitazione risalgono alla fine di settembre. Gli studenti denunciano edifici e arredi in condizioni insufficienti, spesso inadatti a proteggere dal freddo o dal caldo, oltre a una dotazione economica ritenuta inadeguata per il sistema educativo.


Le richieste degli studenti

Nel mirino dei manifestanti ci sono anche le classi troppo affollate e la carenza di insegnanti. Le proteste non riguardano quindi soltanto la situazione dei licei, ma coinvolgono più in generale le risorse destinate all'istruzione francese.

Dopo una settimana segnata da forti tensioni, la giornata odierna è considerata un passaggio decisivo per capire l'ampiezza del movimento. La Union syndicale lycéenne sostiene che «il livello della mobilitazione ha raggiunto un record» e punta a estendere la partecipazione su tutto il territorio nazionale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere