Pitigliano, il borgo che diventa digitale: 15 soluzioni da replicare
Dalla prevenzione dei rischi naturali alla realtà aumentata, il progetto realizzato da Open Fiber ed ENEA punta a portare l’innovazione nei piccoli Comuni italiani.
Quindici applicazioni per rendere più sicuri, efficienti e attrattivi i piccoli centri. È il risultato della sperimentazione condotta a Pitigliano, in provincia di Grosseto, dove infrastrutture in fibra ottica, strumenti digitali e competenze scientifiche sono stati combinati per costruire un modello di borgo sostenibile, pensato anche per altri Comuni.
Tra gli interventi figurano il controllo dei rischi ambientali, la gestione intelligente dell’illuminazione pubblica, la creazione di una rappresentazione digitale del territorio e itinerari culturali fruibili con la realtà aumentata. L’esperienza è stata illustrata il 6 ottobre a Roma, nella sede dell’Associazione Civita, al termine del progetto “Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali sostenibili 2023–2026”.
Quindici strumenti per cambiare il borgo
Il percorso è stato sviluppato da Open Fiber ed ENEA insieme al Comune di Pitigliano, con il sostegno scientifico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del Centro di ricerca SMARTER dell’Università dell’Insubria. Le soluzioni sono state definite anche attraverso il confronto con amministratori e cittadini, così da collegare la tecnologia alle necessità concrete della comunità.
Una delle piattaforme, V-ERA, riunisce le informazioni sul territorio e le mette a disposizione dell’amministrazione per coordinare servizi diversi, dall’uso più efficiente dell’energia alla conoscenza degli spazi comunali, fino all’accoglienza dei visitatori. ENEA ha invece applicato il sistema PELL, che consente di censire gli impianti di illuminazione pubblica e di valutarne lo stato e le prestazioni attraverso indicatori specifici.
Fibra ottica anche per la sicurezza
La sperimentazione ha riguardato anche il controllo dei parametri ambientali e la prevenzione dei pericoli naturali. A Pitigliano l’INGV ha installato sulla rete in fibra di Open Fiber un sistema di rilevamento acustico distribuito, trasformando i cavi per le telecomunicazioni in una rete di sensori capaci di raccogliere informazioni sul territorio.
“Questa sperimentazione dimostra il potenziale della fibra ottica per il monitoraggio del territorio”, ha spiegato il ricercatore dell’INGV Andrè Herrero. L’Università dell’Insubria ha inoltre analizzato come estendere il modello a realtà con caratteristiche analoghe, valutando soluzioni adatte a gruppi di Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane.
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Un modello oltre Pitigliano
Per il settore turistico sono stati previsti punti informativi, strumenti per osservare i flussi dei visitatori e percorsi in realtà aumentata dedicati al patrimonio culturale. L’obiettivo è offrire agli altri piccoli Comuni un metodo per scegliere i servizi più utili, adattarli alle condizioni locali e gestirli anche condividendo piattaforme, personale e risorse.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di garantire continuità agli interventi oltre la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lucia Borgonzoni, sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, ha ricordato che il programma dedicato ai piccoli borghi ha mobilitato oltre 4 miliardi di euro attraverso nove misure e ha indicato nella riduzione del divario digitale uno degli strumenti per contrastare lo spopolamento.
La rete come leva per le aree interne
Nel suo videomessaggio, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti ha sottolineato il ruolo della connettività nello sviluppo delle aree interne: “L’esperienza di Pitigliano si inserisce in questo percorso con un modello che può essere utile ad altri borghi”. Secondo Foti, la replicabilità dipenderà dalla capacità dei Comuni di collegare infrastrutture, servizi e organizzazione amministrativa.
Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, ha evidenziato che la fibra può aiutare imprese, cittadini e istituzioni ad accedere a opportunità normalmente associate ai centri urbani. Daniela Faraoni, presidente di Infratel Italia, ha invece richiamato i possibili effetti sulla qualità della vita, sull’attrattività dei territori e sul ripopolamento di aree storiche e naturali.
Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA, ha spiegato che l’ente intende affiancare alla fornitura degli strumenti anche il supporto alle amministrazioni e ai cittadini. Il caso di Pitigliano, nelle intenzioni dei promotori, potrà così diventare una base operativa per una strategia di innovazione applicabile a molti altri Comuni italiani.
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