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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Pitigliano diventa un borgo digitale: la fibra ora misura anche i terremoti

Quindici applicazioni trasformano la connettività in servizi per sicurezza, energia, turismo e gestione del territorio, con un modello pensato per altri piccoli Comuni

A Pitigliano una rete in fibra ottica è stata trasformata anche in una piattaforma per osservare il territorio. Nell’ambito della sperimentazione, l’INGV ha installato lungo la rete di Open Fiber un sistema di rilevamento acustico distribuito, capace di utilizzare i cavi di telecomunicazione come una serie di sensori per il monitoraggio sismico e dei rischi naturali.

L’esperienza è stata presentata a Roma, nella sede dell’Associazione Civita, insieme ai risultati del progetto “Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali sostenibili 2023–2026”. L’iniziativa coinvolge Open Fiber, ENEA e il Comune di Pitigliano, con il contributo scientifico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del Centro di ricerca SMARTER dell’Università dell’Insubria.


La fibra diventa una rete di sensori

Il sistema sperimentato nel borgo toscano amplia le funzioni tradizionali dell’infrastruttura digitale. “Questa sperimentazione dimostra il potenziale della fibra ottica per il monitoraggio del territorio”, ha spiegato il ricercatore dell’INGV Andrè Herrero, sottolineando come la rete possa affiancare le attività di controllo dei fenomeni naturali.

Il progetto ha prodotto complessivamente quindici applicazioni. Tra queste figurano strumenti per seguire i parametri ambientali, migliorare i consumi dell’illuminazione pubblica, ricostruire in forma digitale il territorio comunale e arricchire la visita ai beni culturali attraverso la realtà aumentata.

Una delle soluzioni è V-ERA, sviluppata da Open Fiber per riunire le informazioni utili alla gestione dei servizi locali. La piattaforma può sostenere il lavoro dell’amministrazione su efficienza energetica, conoscenza dello spazio urbano e accoglienza dei visitatori.

ENEA ha invece messo a disposizione PELL, un sistema che censisce gli impianti di illuminazione pubblica. Il Comune può così disporre di una rappresentazione aggiornata delle dotazioni, seguirne l’evoluzione e valutarne le prestazioni mediante specifici indicatori.


Un modello pensato per altri Comuni

Il Centro SMARTER dell’Università dell’Insubria ha analizzato come estendere l’esperienza a territori con caratteristiche differenti. L’obiettivo è individuare gruppi di Comuni simili, così da proporre strumenti compatibili con i loro bisogni e con le risorse disponibili.

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Le soluzioni dedicate al turismo comprendono punti informativi, sistemi per osservare i flussi dei visitatori e itinerari digitali legati al patrimonio culturale. La sperimentazione sui rischi naturali, invece, integra il controllo ambientale con le attività di analisi e prevenzione.

Open Fiber ed ENEA intendono mettere il metodo elaborato a Pitigliano a disposizione di altri piccoli enti locali. L’approccio prevede la scelta dei servizi in base alle necessità del territorio e la possibilità di gestirli anche attraverso forme associate, come Unioni di Comuni e Comunità montane, condividendo piattaforme, competenze e costi.


Digitale contro isolamento e spopolamento

Nel corso della presentazione, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti ha definito la connettività una risorsa per rafforzare il rapporto tra aree interne e resto del Paese. Nel suo videomessaggio ha sostenuto che il modello di Pitigliano può favorire sviluppo, coesione e innovazione, lasciando ai singoli Comuni la possibilità di adattarlo alle proprie esigenze.

Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, ha ricordato che il PNRR Cultura ha mobilitato oltre 4 miliardi di euro attraverso nove misure, compresa quella dedicata all’attrattività dei borghi. Secondo Borgonzoni, dopo il 2026 sarà decisivo dare continuità ai progetti avviati e ridurre il divario digitale per contenere lo spopolamento.

Per Giuseppe Gola, Amministratore Delegato di Open Fiber, la fibra può ampliare l’accesso a lavoro, studio, servizi e mercati anche nei piccoli centri. Daniela Faraoni, Presidente di Infratel Italia, ha collegato le infrastrutture digitali alla possibilità di rendere più attrattivi borghi, aree interne, isole minori e territori isolati.

Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA, ha evidenziato il ruolo dell’accompagnamento rivolto a amministrazioni e cittadini. La tecnologia, secondo ENEA, deve essere affiancata da competenze e da un cambiamento nelle modalità di gestione, affinché il progetto pilota possa diventare una guida replicabile su scala nazionale.

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