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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Pitigliano diventa un borgo digitale: il modello che può cambiare i piccoli Comuni

Quindici applicazioni sperimentate nel borgo toscano uniscono fibra ottica, gestione del territorio, sicurezza, turismo e valorizzazione culturale.

La connettività può ridurre l’isolamento dei piccoli centri e offrire nuove opportunità a cittadini, imprese e amministrazioni. È il principio alla base dell’esperienza sviluppata a Pitigliano, dove una rete in fibra ottica è stata utilizzata anche per sperimentare servizi dedicati alla sicurezza, all’energia, al turismo e alla conoscenza del territorio.


La fibra diventa una rete di sensori

A Pitigliano l’INGV ha installato lungo la rete di Open Fiber un sistema di rilevamento acustico distribuito, capace di trasformare i cavi per le telecomunicazioni in una serie di sensori. L’obiettivo è raccogliere informazioni utili al monitoraggio sismico e all’analisi dei rischi naturali direttamente in ambiente urbano.

“Abbiamo così trasformato una rete di telecomunicazione in una rete di sensori distribuiti”, ha spiegato il ricercatore dell’INGV Andrè Herrero. La sperimentazione mostra come un’infrastruttura già presente sul territorio possa essere impiegata anche per attività di prevenzione e controllo ambientale, oltre che per la trasmissione dei dati.

Anche Daniela Faraoni, presidente di Infratel Italia, ha sottolineato il valore delle infrastrutture digitali per borghi, aree interne, isole minori e territori difficili da raggiungere. Secondo Faraoni, una connessione veloce può migliorare l’accesso ai servizi, sostenere le attività economiche e rendere nuovamente attrattive comunità che rischiano lo spopolamento, favorendo anche il lavoro a distanza.


Un modello nato dalle esigenze locali

Il progetto è stato sviluppato da Open Fiber ed ENEA insieme al Comune di Pitigliano, con il contributo scientifico dell’INGV e del Centro di ricerca SMARTER dell’Università dell’Insubria. I risultati sono stati presentati a Roma, all’Associazione Civita, nell’ambito del programma “Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali sostenibili 2023–2026”.

Le attività hanno portato alla realizzazione di quindici applicazioni. La scelta dei servizi è avvenuta attraverso il confronto con amministratori e residenti, così da collegare le soluzioni tecnologiche alle necessità concrete della comunità e alle caratteristiche del territorio.

Tra gli strumenti realizzati c’è V-ERA, piattaforma di Open Fiber che riunisce informazioni territoriali utili alla gestione coordinata dei servizi comunali. Il sistema può supportare, tra gli altri ambiti, il controllo dei consumi energetici, la conoscenza del territorio e l’accoglienza dei visitatori.

ENEA ha invece messo a disposizione PELL, una soluzione per censire e organizzare i dati relativi agli impianti di illuminazione pubblica. La piattaforma fornisce una rappresentazione degli impianti, sia nella loro situazione attuale sia nella loro evoluzione, e utilizza indicatori per descriverne prestazioni e progettazione.


Turismo e prevenzione viaggiano insieme

L’Università dell’Insubria ha analizzato la possibilità di applicare il modello anche ad altri Comuni con caratteristiche analoghe. Il monitoraggio dei parametri ambientali e le attività realizzate con l’INGV sui rischi naturali possono rafforzare le analisi e le politiche di prevenzione.

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Sul fronte turistico, il progetto prevede punti informativi, strumenti per seguire i flussi dei visitatori e itinerari in realtà aumentata dedicati al patrimonio culturale. La tecnologia viene quindi impiegata sia per proteggere e amministrare meglio il territorio sia per renderne più accessibili le risorse storiche e artistiche.

L’esperienza di Pitigliano è stata pensata come una base replicabile. Open Fiber ed ENEA propongono agli altri piccoli Comuni un metodo per selezionare i servizi, adeguarli alle necessità locali e organizzarne la gestione anche attraverso forme associate.


Dopo il PNRR serve continuità

Il Centro SMARTER ha individuato gruppi di Comuni simili tra loro, ai quali proporre combinazioni di strumenti coerenti con i rispettivi bisogni. Unioni di Comuni e Comunità montane potrebbero facilitare l’adozione delle piattaforme, mettendo in comune competenze, risorse e strutture operative.

Nel suo videomessaggio, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti ha definito la connettività una leva per rilanciare le aree interne. A suo giudizio, il progetto può rafforzare i rapporti tra i borghi e il resto del Paese, offrendo un metodo adattabile ad altri territori.

Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, ha ricordato che il PNRR Cultura ha mobilitato oltre 4 miliardi di euro attraverso nove misure, compreso l’investimento “Attrattività dei Borghi”. Ha inoltre richiamato la necessità di mantenere attivi i progetti anche dopo il 2026: per farlo, ha indicato il superamento del divario digitale come uno degli interventi decisivi contro lo spopolamento.


Dalla sperimentazione alla rete nazionale

Per Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, la fibra rappresenta la base per avvicinare i piccoli Comuni alle possibilità disponibili nelle città. L’azienda intende mettere l’esperienza maturata a Pitigliano a disposizione di altre amministrazioni, trasformando gli investimenti sulla rete in strumenti per lo sviluppo locale.

Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA, ha spiegato che l’ente lavora su riduzione delle emissioni, autonomia energetica e digitalizzazione tenendo conto delle caratteristiche dei singoli territori. A Pitigliano, questo approccio ha sostenuto una gestione urbana più efficiente e sicura, accompagnando amministratori e cittadini nell’utilizzo delle nuove soluzioni.

L’obiettivo dichiarato dai promotori è estendere il modello oltre il borgo toscano e costruire un riferimento nazionale per l’innovazione urbana nei piccoli Comuni. La discussione coinvolge ora istituzioni centrali e amministrazioni locali, chiamate a valutare come condividere piattaforme, competenze e risorse.

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