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Attualità 2 min di lettura1 ott

Pino Daniele, la confessione di Fabiola: «Scelse di cambiare per me

Fabiola Sciabarrisi racconta la lunga relazione con il cantautore, i tre figli e il rapporto di Pino Daniele con il denaro e le case.

Per 24 anni Fabiola Sciabarrisi è stata al fianco di Pino Daniele, nonostante i 14 anni di differenza. La coppia ha avuto tre figli: Sara, nata nel 1997, Sofia, arrivata nel 2002, e Francesco, nato nel 2008. In un’intervista, Sciabarrisi ha ripercorso la loro vita insieme, spiegando come siano riusciti a trasformare le diversità in un equilibrio condiviso.


Un legame costruito sulle differenze

All’inizio, racconta, alcune persone scambiavano Fabiola per la figlia del musicista. Lei appariva più giovane della sua età e quelle domande finivano per irritare Pino Daniele. Sciabarrisi, tuttavia, considera proprio le loro caratteristiche diverse uno degli elementi che hanno reso solida la relazione.

Prima di incontrarlo, Fabiola lavorava come indossatrice e sfilava a Milano per marchi importanti. Poi decise di abbandonare quel percorso professionale per affiancare il cantautore. Secondo il suo racconto, entrambi hanno cercato di modificare alcuni lati del proprio carattere: lei avrebbe aiutato Daniele a essere più disponibile e meno chiuso, mentre lui avrebbe imparato a non lasciarsi frenare dalla solitudine.

Nel 1994, spiega Sciabarrisi, Pino Daniele mise su carta il senso della loro unione con una frase diventata per lei una vera dichiarazione d’amore: «Io per lei ho scelto di cambiare, di smettere di rovinare sempre tutto per colpa della solitudine».

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Le case come risposta al passato

Nel ricordo di Fabiola, il cantautore non era particolarmente propenso a fare acquisti nei negozi, soprattutto quando c’era il rischio di scegliere qualcosa che a lei non sarebbe piaciuto. Il suo rapporto con i soldi, però, era segnato da grande attenzione: proveniva da una condizione di difficoltà e conosceva il peso della fatica.

Per questo Daniele avrebbe indirizzato molte risorse verso gli immobili, arrivando a comprarne in modo quasi ossessivo. Sciabarrisi interpreta quella scelta come il tentativo di compensare una ferita profonda: essere cresciuto senza una casa e senza radici stabili.

L’obiettivo, secondo la compagna, era offrire ai figli quella sicurezza che a lui era mancata. Una forma di generosità concreta, diversa dai regali costosi: non gioielli o capi firmati, ma luoghi capaci di rappresentare una base e un senso di appartenenza.

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