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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Pil 2026 all’1%, conti e Lagarde: cosa ha detto Giorgetti

Il governo aggiorna le previsioni economiche e programma uno scostamento dello 0,6% per energia e sicurezza nel biennio 2027-2028.

Sulla possibile uscita di Christine Lagarde dalla guida della Bce, Giancarlo Giorgetti invita a superare rapidamente l’incertezza: «Non entro nella testa della governatrice Lagarde, ma credo sia opportuno, data anche la situazione generale, fare chiarezza al più presto». Il ministro dell’Economia ha affrontato il tema rispondendo alle domande sulle indiscrezioni relative a una possibile candidatura della presidente alle presidenziali francesi.


Il nodo della successione alla Bce

Giorgetti ha precisato che, per ora, l’Italia non avrebbe indicato alcun nome per la successione a Francoforte. Ha però ricordato il risultato ottenuto con l’elezione di Carlo Comporti alla presidenza dell’Esma, definita dal ministro un importante traguardo sul piano economico e diplomatico.

Nel frattempo, il Mef segue con attenzione l’evoluzione dell’inflazione e dei tassi d’interesse. L’andamento di queste variabili resta infatti uno degli elementi che possono incidere sulle prospettive dei conti pubblici e sulla valutazione del quadro macroeconomico.


Crescita debole e debito in salita

Per il 2026, la nuova previsione colloca l’aumento del Pil all’1,0%. Il ministero indica inoltre un rapporto tra debito pubblico e Pil pari al 138,1% nel 2026, destinato a salire al 138,6% nel 2027 prima di ridursi al 137,7% nel 2028 e al 136,3% nel 2029.

Le stime sono contenute nel Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal Consiglio dei ministri. Giorgetti ha collegato la prudenza delle proiezioni a uno scenario caratterizzato da numerose incognite, nel quale le previsioni risultano più esposte a revisioni.

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Energia e sicurezza pesano sul bilancio

Per il 2027 il governo prevede uno scostamento dello 0,3% del Pil destinato agli interventi sull’energia e di un ulteriore 0,3% per la sicurezza. La stessa articolazione è stata prospettata anche per il 2028, per un valore complessivo dello 0,6% in ciascun anno.

Rispetto alle ipotesi formulate nelle settimane precedenti, l’esecutivo ha scelto di contenere l’impegno previsto per la difesa. Giorgetti ha spiegato: «Rispetto alle intenzioni di qualche settimana fa abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa».


Deficit, la soglia resta decisiva

Il ministro ha collegato il possibile superamento della procedura per deficit eccessivo alla lettura dei numeri relativi al 2027 e al 2028. I valori superiori al 3% dovranno essere valutati al netto della componente riferita a difesa ed energia: sottraendo lo 0,6%, il dato potrebbe quindi collocarsi sotto la soglia prevista.

La differenza, in questo caso, potrebbe essere determinata anche da pochi decimali. L’obiettivo indicato da Giorgetti è mantenere il disavanzo del 2026 al di sotto del 3%, così da creare lo spazio necessario per una possibile uscita dalla procedura.

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