Economia civile, cinque imprese premiate: il futuro passa dalle comunità
A Firenze il Festival nazionale mette al centro cooperative, inclusione e intelligenza artificiale, tra innovazione, responsabilità sociale e tutela del lavoro umano.
Le imprese capaci di unire sostenibilità economica, inclusione e legami territoriali sono state protagoniste della seconda giornata del Festival nazionale di economia civile, in corso a Firenze. Al centro degli incontri anche il ruolo delle cooperative di comunità, il ricambio generazionale e l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’educazione e sull’occupazione.
Cinque modelli nati nei territori
Il momento centrale del pomeriggio è stato il Premio nazionale imprese di economia civile 2026, assegnato a cinque esperienze selezionate in diverse aree d’Italia. Valentino Bobbio, presidente di NeXt Nuova economia per tutti, ha sottolineato che le realtà riconosciute riescono a stare sul mercato creando allo stesso tempo valore sociale, formazione, fiducia e condizioni di lavoro migliori.
Tra le premiate figura la Cooperativa di Comunità La Compagnia di Marronbugio di San Godenzo. La direttrice Francesca Oliva ha ricordato che l’organizzazione è nata durante la pandemia, in una fase segnata da forte incertezza, con l’obiettivo di mantenere vive le piccole comunità e prendersi cura dei borghi attraverso il lavoro.
Il Consorzio San Luca di Torino, che ha appena raggiunto i 20 anni di attività, è nato invece dalla necessità di mettere in rete numerose microimprese impegnate nel restauro e nella tutela dei beni culturali. Luca Emilio Brancati ha spiegato che, isolate, queste attività non avrebbero avuto la forza di resistere.
Habitech-distretto tecnologico Trentino, con sede a Rovereto, ha posto l’accento sul rapporto tra aziende, famiglie e territori. Martina dell’Antonio ha richiamato la necessità di rendere inclusione e impatto elementi concreti, costruiti insieme alle persone e non imposti dall’alto.
Lavoro e inclusione senza slogan
La Cooperativa Gemos di Faenza opera nella ristorazione collettiva da oltre 50 anni. Il vicepresidente Andrea Zangari ha indicato i numeri dell’organizzazione: 2.200 dipendenti, 1.400 dei quali soci, e un fatturato superiore a 106 milioni di euro. Tra i progetti avviati c’è GenG, rivolto agli studenti delle scuole per accompagnarli nella formazione e nel primo ingresso nel mondo professionale.
Un’altra esperienza premiata è quella della Cooperativa sociale Stalker. Il presidente Claudio Condorelli ha spiegato che nella struttura lavorano persone con precedenti problemi giudiziari, di salute o altre condizioni di fragilità. L’attività produttiva, ha osservato, consente loro di confrontarsi con responsabilità, competenze e regole di un impiego reale.
Durante l’incontro dedicato alle imprese che durano, il vescovo di Verona Domenico Pompili ha richiamato il concetto di “relianza”, termine elaborato dal filosofo Edgar Morin per indicare la capacità di creare connessioni e alleanze. Secondo Pompili, l’economia contemporanea deve sviluppare relazioni di qualità, andando oltre la sola capacità individuale di resistere alle difficoltà.
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Cooperative e agricoltura cercano una rete
Fabiola Di Loreto, direttrice generale di Confcooperative, ha evidenziato il ruolo delle cooperative di comunità nelle zone dove gli investimenti delle imprese tradizionali arrivano con maggiore difficoltà. Queste realtà, ha spiegato, contribuiscono a riportare giovani, servizi e opportunità nei territori, ma hanno bisogno di una disciplina nazionale che superi le differenze tra le numerose leggi regionali.
Maurizio Martina, vicedirettore generale della Fao, ha collegato il tema alle filiere agricole e alimentari. Nei Paesi più ricchi come in quelli più fragili, ha detto, è in corso una ricerca di nuovi rapporti tra agricoltura, produzione alimentare e comunità locali, con l’obiettivo di applicare i principi dell’economia civile anche a questi settori.
Intelligenza artificiale, serve attesa
L’ultima parte del programma ha affrontato rischi e opportunità educative legati all’intelligenza artificiale. L’incontro, moderato da Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse-Bcc, ha riunito Carmine Di Noia, direttore per gli affari finanziari e imprenditoriali dell’Ocse, e la divulgatrice scientifica Gabriella Greison.
Greison ha osservato che la rapidità delle risposte tecnologiche sta cancellando l’abitudine all’attesa, proprio quel tempo che in passato permetteva di riflettere. La conoscenza, ha sostenuto, non può prescindere dalla possibilità di fermarsi e ragionare prima di ricevere una soluzione.
Gatti ha invitato ad affrontare l’intelligenza artificiale con un approccio concreto e distinto per settori, partendo dall’istruzione. Le sue potenzialità, ha spiegato, devono essere utilizzate senza lasciare che la tecnologia sostituisca completamente il controllo umano.
Di Noia ha insistito sui possibili effetti positivi per produttività, crescita e inclusione, ma ha anche indicato il rischio di una maggiore concentrazione della ricchezza. Per questo, secondo il dirigente dell’Ocse, la supervisione delle persone deve rimanere decisiva, così che i benefici siano accessibili a tutti e non aumentino le disuguaglianze.
Il Festival è nato da un’iniziativa di Federcasse, l’associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, delle Casse Rurali e delle Casse Raiffeisen. La manifestazione è promossa insieme a Confcooperative, progettata con NeXt – Nuova economia per tutti e sostenuta da Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle Bcc e Publiacqua, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, Sec-Scuola di economia civile, Gioosto.com e della Fondazione Muse, oltre al patrocinio del Comune di Firenze.
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