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Attualità 1 min di lettura1 ott

Piloti fuori uso: quando l’accesso alla cabina può fallire

La cabina di comando è separata dal resto dell’aereo da un sistema rigido, ma una specifica emergenza può attivare una procedura d’ingresso.

Il punto più delicato riguarda lo scenario in cui chi si trova ai comandi non sia più in grado di intervenire. In una simile emergenza è prevista una modalità per consentire l’accesso alla cabina, ma questa soluzione non copre ogni possibile situazione: il disastro Germanwings del 2015 rappresenta proprio l’eccezione più drammatica.


La barriera protegge i piloti

Durante il volo, la cabina di comando resta separata dal resto dell’aereo attraverso una porta progettata per impedire accessi non autorizzati. Non è quindi sufficiente che un assistente di volo chieda di entrare: l’apertura richiede il via libera del comandante.

Questa regola attribuisce al comandante il controllo dell’ingresso nell’area riservata all’equipaggio di pilotaggio. La protezione è pensata per rendere la cabina difficilmente accessibile dall’esterno e per limitare l’apertura ai casi approvati da chi governa l’aereo.

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L’emergenza non risolve tutto

Se entrambi i piloti perdono conoscenza oppure non riescono più a gestire il velivolo, il sistema prevede una procedura straordinaria. In quella circostanza l’equipaggio può tentare di superare il normale blocco e raggiungere i comandi, proprio perché manca la possibilità di ottenere l’autorizzazione ordinaria.

Esiste però una condizione nella quale anche questo meccanismo non è sufficiente. La procedura non può garantire l’ingresso quando la porta viene mantenuta chiusa intenzionalmente dall’interno: è il limite emerso nella tragedia Germanwings del 2015, richiamata come il caso in cui l’accesso alla cabina risulta impossibile.

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