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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Pilota accoltellato in volo: il gesto che ha salvato 174 persone

Il comandante indiano ha reagito all’aggressione del copilota omanita e ha consentito di fermarlo prima dell’atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita

Il comandante indiano Smith Machachar avrebbe contribuito a evitare una tragedia sul volo FlyDubai diretto a Tel Aviv. Ferito a coltellate dal copilota nella cabina di pilotaggio, è riuscito ad aprire la porta e a permettere ai passeggeri e agli altri membri dell’equipaggio di intervenire. L’aereo, con 174 persone a bordo, è poi atterrato in emergenza in Arabia Saudita.


Il comandante ferito ha reagito

Secondo la ricostruzione disponibile, il copilota omanita avrebbe tentato di danneggiare i comandi dell’aereo dopo aver aggredito il collega indiano. Machachar, nonostante le ferite, avrebbe mantenuto il controllo della situazione abbastanza a lungo da consentire l’accesso alla cabina e la neutralizzazione dell’aggressore.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato pubblicamente il comandante, sottolineando il ruolo avuto nella protezione dei passeggeri, tra i quali c’erano cittadini israeliani e persone di altre nazionalità. In un messaggio pubblicato su X, lo ha definito “un vero eroe” e gli ha augurato una guarigione completa.

Machachar lavora nel settore dell’aviazione commerciale da 15 anni. Prima di entrare nel gruppo Emirates, nel giugno 2022, aveva trascorso 11 anni presso la compagnia indiana SpiceJet. Il suo percorso professionale comprende anche l’incarico di comandante istruttore e, secondo le informazioni disponibili, oltre 10mila ore trascorse ai comandi.

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Le accuse sul copilota omanita

Il copilota, entrato in FlyDubai appena otto mesi prima, è stato descritto da un collega come una persona molto rigorosa nella pratica religiosa. Il testimone ha sostenuto che pregasse frequentemente durante la giornata e che evitasse di stringere la mano alle donne, arrivando a definirlo “un estremista religioso”.

Si tratta di dichiarazioni attribuite a un collega e riferite dopo l’aggressione; non costituiscono, da sole, una ricostruzione completa delle motivazioni dell’uomo. L’episodio resta comunque al centro degli accertamenti sul tentativo di dirottamento e sull’attacco avvenuto durante il volo.

L’atterraggio forzato in Arabia Saudita ha concluso una situazione di grave pericolo per l’aereo diretto in Israele. La reazione del comandante, insieme all’intervento di passeggeri ed equipaggio, avrebbe impedito che l’aggressione si trasformasse in un disastro aereo.

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