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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Piemonte, infermieri senza risposte: la frattura con la Regione

NurSind e Nursing Up sospendono il confronto istituzionale e proclamano la mobilitazione: nel mirino assunzioni, sicurezza, welfare e organizzazione dei servizi

La sicurezza di chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali è uno dei nodi rimasti irrisolti. NurSind Piemonte e Nursing Up Piemonte segnalano l’assenza di un sistema regionale per raccogliere e monitorare le aggressioni contro il personale sanitario e sociosanitario, insieme alla mancanza di misure coordinate di prevenzione.


Restano aperti troppi fronti

Nella vertenza rientrano anche la mobilità del personale e il controllo sull’impiego delle prestazioni aggiuntive da parte delle aziende sanitarie. I sindacati chiedono inoltre un confronto sugli effetti organizzativi del Pnrr, soprattutto per le Case e gli Ospedali di Comunità.

Le due organizzazioni sostengono che gli infermieri debbano partecipare alle decisioni in modo pieno, con un riconoscimento concreto delle competenze e delle responsabilità professionali. «Spostarli da un servizio all’altro senza una programmazione condivisa significa trasferire le carenze, lasciandone irrisolte le cause», osservano NurSind e Nursing Up.


Il confronto regionale si interrompe

La distanza con la Regione ha portato i sindacati a lasciare il tavolo istituzionale e a proclamare lo stato di mobilitazione. La sospensione della partecipazione resterà in vigore finché non saranno ricostruite relazioni capaci di trasformare riunioni e impegni in provvedimenti verificabili.

Francesco Coppolella, per NurSind Piemonte, e Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, definiscono inevitabile la decisione dopo mesi di richieste, riunioni e rinvii. A loro giudizio, l’assenza ripetuta dei vertici della Direzione regionale e la mancata risposta su diversi dossier hanno svuotato il negoziato.

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Assunzioni e welfare restano fermi

Tra le contestazioni principali figura il reclutamento del personale infermieristico. Il 15 luglio l’assessorato aveva escluso un blocco generale, assicurando la prosecuzione delle procedure già avviate e la condivisione con i sindacati dei dati raccolti nelle aziende sanitarie; secondo NurSind e Nursing Up, però, il piano risulta nei fatti paralizzato e gli esiti della ricognizione non sono stati discussi.

Anche le misure di sostegno per i dipendenti della sanità non avrebbero trovato applicazione. L’intesa siglata a luglio, riferiscono le organizzazioni, risultava ancora priva di attuazione a settembre, senza un percorso operativo capace di darle seguito.


Sul 118 mancano ancora certezze

Un altro capitolo riguarda la convenzione destinata agli operatori del 118. I sindacati chiedono di definire con precisione i compiti di Azienda Zero e delle singole aziende sanitarie, così da superare le incertezze sul piano gestionale e organizzativo.

Malgrado un indirizzo politico già espresso e un verbale condiviso durante l’estate, non sarebbero stati adottati atti conseguenti. Per le organizzazioni, il mancato passaggio dalle intenzioni alle decisioni conferma la difficoltà del sistema regionale nel dare risposte concrete alle questioni del personale.

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