Pezeshkian all’Onu: Teheran reagirà più duramente alle pressioni
Dal palco dell’assemblea generale, il presidente iraniano denuncia disparità di trattamento e attacca i doppi standard su Israele e sulle sanzioni.
Masoud Pezeshkian ha scelto il palco dell’Onu per rilanciare un messaggio di sfida: secondo il presidente iraniano, la pressione esterna non indebolirà Teheran, ma finirà per rafforzarne la resistenza. Nel suo intervento all’assemblea generale ha parlato di sanzioni e di intimidazioni, sostenendo che l’Iran non si piegherà.
L’attacco ai doppi standard
Nel discorso, Pezeshkian ha accusato la comunità internazionale di applicare criteri diversi quando si parla di Iran e Israele. Ha ricordato che, a suo avviso, le armi atomiche e nucleari sono in mano a Israele, mentre gli ispettori chiedono di poter entrare in Iran.
Il presidente ha poi contrapposto le due situazioni anche sul piano politico: Israele, ha detto, colpisce e uccide, mentre l’Iran viene sottoposto a sanzioni. Da qui la denuncia di una disparità di trattamento che, nelle sue parole, pesa da tempo sulla Repubblica islamica.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La richiesta di un trattamento uguale
Pezeshkian ha insistito sul fatto che Teheran non pretende condizioni privilegiate. La sua richiesta, ha spiegato, è soltanto quella di essere considerata alla pari degli altri attori internazionali.
In chiusura, il messaggio è stato netto: di fronte a sanzioni e pressioni di chi ha definito bulli, la resistenza dell’Iran è destinata ad aumentare. Una formula pensata per ribadire che, secondo il presidente, il confronto con l’esterno non porterà a concessioni, ma a una linea ancora più dura.
Continua a leggere
Confine Bolivia-Brasile, arrivano due reparti speciali antidroga
Le nuove formazioni saranno dislocate a Santa Cruz e Beni con supporto statunitense e possibile addestramento internazionale.
Correa potrebbe tornare? In Ecuador ci sono 111 posti in carcere
L’ex presidente, residente in Belgio e condannato a otto anni, rischierebbe la detenzione nella nuova struttura di massima sicurezza di Santa Elena.
Offerte russe ai giovani boliviani: il rischio è il fronte
Trentaquattro richieste consolari e cinque rimpatri accendono l’allarme sulle proposte di lavoro che potrebbero celare reclutamenti militari
Trump accelera sull’IA: niente nuovi vincoli, il timore è la Cina
Dopo l’incontro con i protagonisti dell’intelligenza artificiale, il tycoon difende uno sviluppo rapido basato su impegni volontari e senza ulteriori restrizioni.