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Attualità 1 min di lettura23 set

Pezeshkian all’Onu: Teheran reagirà più duramente alle pressioni

Dal palco dell’assemblea generale, il presidente iraniano denuncia disparità di trattamento e attacca i doppi standard su Israele e sulle sanzioni.

Masoud Pezeshkian ha scelto il palco dell’Onu per rilanciare un messaggio di sfida: secondo il presidente iraniano, la pressione esterna non indebolirà Teheran, ma finirà per rafforzarne la resistenza. Nel suo intervento all’assemblea generale ha parlato di sanzioni e di intimidazioni, sostenendo che l’Iran non si piegherà.


L’attacco ai doppi standard

Nel discorso, Pezeshkian ha accusato la comunità internazionale di applicare criteri diversi quando si parla di Iran e Israele. Ha ricordato che, a suo avviso, le armi atomiche e nucleari sono in mano a Israele, mentre gli ispettori chiedono di poter entrare in Iran.

Il presidente ha poi contrapposto le due situazioni anche sul piano politico: Israele, ha detto, colpisce e uccide, mentre l’Iran viene sottoposto a sanzioni. Da qui la denuncia di una disparità di trattamento che, nelle sue parole, pesa da tempo sulla Repubblica islamica.

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La richiesta di un trattamento uguale

Pezeshkian ha insistito sul fatto che Teheran non pretende condizioni privilegiate. La sua richiesta, ha spiegato, è soltanto quella di essere considerata alla pari degli altri attori internazionali.

In chiusura, il messaggio è stato netto: di fronte a sanzioni e pressioni di chi ha definito bulli, la resistenza dell’Iran è destinata ad aumentare. Una formula pensata per ribadire che, secondo il presidente, il confronto con l’esterno non porterà a concessioni, ma a una linea ancora più dura.

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