Petrolio russo, il dossier che può riaprire il canale tra Washington e Mosca
I colloqui sul futuro dell’Ucraina si intrecciano con una possibile compravendita degli interessi esteri di Lukoil, sostenuta da investitori vicini a esponenti statunitensi.
Il 29 settembre Kirill Dmitriev, rappresentante di Vladimir Putin e responsabile del fondo sovrano russo RDIF, ha incontrato a Washington alcuni funzionari dei dipartimenti del Tesoro e dell’Energia degli Stati Uniti. Sul tavolo, secondo quanto riferito da un funzionario americano a Reuters, c’erano sia le ipotesi per fermare la guerra in Ucraina sia possibili intese nel settore energetico da sviluppare dopo il conflitto.
Il canale energetico resta aperto
La missione di Dmitriev nella capitale statunitense è avvenuta dopo il colloquio tenuto a Mosca, a settembre, tra Vladimir Putin, Steve Witkoff e Jared Kushner. I due uomini sono impegnati per Washington nei contatti con il Cremlino.
Il confronto avrebbe quindi riguardato non soltanto gli aspetti diplomatici della guerra, ma anche la prospettiva di nuovi rapporti economici tra Russia e Stati Uniti. Tra le ipotesi esaminate ci sarebbe una complessa operazione legata alle attività estere di Lukoil, grande gruppo petrolifero russo.
Putin avrebbe discusso l’intesa
Secondo fonti informate sull’incontro citate dal New York Times, Putin avrebbe presentato personalmente il progetto a Witkoff e Kushner durante la riunione del 5 settembre al Cremlino. Il presidente russo avrebbe indicato l’eventuale accordo come un segnale utile a dimostrare ai cittadini russi che, malgrado il conflitto e le sanzioni, non è escluso un ritorno degli scambi con gli Stati Uniti.
L’operazione sarebbe dunque collegata al più ampio tentativo di mantenere aperti i contatti tra Mosca e Washington. Non è però chiaro se il progetto abbia già raggiunto una fase definitiva né se possa procedere senza l’autorizzazione delle autorità coinvolte.
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La partita internazionale di Lukoil
Al centro della possibile compravendita ci sarebbe un insieme di proprietà e partecipazioni di Lukoil presenti in vari Paesi. Il portafoglio comprenderebbe pozzi, impianti di raffinazione e una rete di distributori di carburante.
Per arrivare alla conclusione servirebbero sia l’assenso del governo statunitense sia quello del Cremlino. La Casa Bianca, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e Lukoil non hanno fornito risposte alle richieste di commento inviate al di fuori del consueto orario di lavoro.
Gli investitori coinvolti nel progetto
Tra i partecipanti alle trattative figurerebbe Todd Boehly, miliardario e investitore americano. Il gruppo di lavoro includerebbe anche due realtà mediorientali che in passato hanno intrattenuto rapporti commerciali con Jared Kushner oppure con la famiglia di Steve Witkoff.
Alla possibile acquisizione prenderebbe parte anche un soggetto collegato al governo degli Stati Uniti. I dettagli sulla struttura finanziaria e sul valore complessivo dell’operazione non sono stati resi pubblici, mentre la sua realizzazione rimane condizionata ai via libera politici di Washington e Mosca.
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