Kiev sotto i droni mentre arriva Merz: un ponte colpito
Il cancelliere giunge a sorpresa nella capitale ucraina, annuncia aiuti per un miliardo e lancia a Putin un’apertura al negoziato mentre gli attacchi proseguono.
La visita a sorpresa di Merz a Kiev si è svolta sotto il rumore dei droni russi. Mentre il cancelliere arrivava nella capitale ucraina, un altro ponte sul Dnipro è stato colpito e Mosca ha continuato a bombardare il Paese.
Il viaggio ha avuto così un doppio volto: da una parte l’annuncio di un miliardo di aiuti, dall’altra nuovi segnali della pressione militare russa. Nel corso della missione, Merz ha inoltre rivolto a Putin un messaggio di apertura: «Pronto al negoziato».
Kiev accoglie Merz sotto attacco
L’arrivo del cancelliere è coinciso con una nuova offensiva condotta attraverso i droni. Tra gli obiettivi colpiti figura un altro ponte sul Dnipro, elemento che ha reso ancora più teso il contesto della visita diplomatica.
Il bombardamento russo non si è fermato durante la trasferta. La presenza di Merz nella capitale ucraina è stata quindi accompagnata da un quadro di emergenza che ha riportato in primo piano la fragilità della situazione sul terreno.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Un miliardo per sostenere l’Ucraina
Accanto alla dimensione politica, la missione ha portato con sé un impegno economico rilevante: Merz ha annunciato aiuti per un miliardo. Il sostegno è stato comunicato mentre l’Ucraina continua a fronteggiare gli attacchi russi.
L’annuncio si inserisce nella stessa visita in cui il cancelliere ha scelto di parlare anche al presidente russo. Il messaggio rivolto a Putin indica la disponibilità a un confronto negoziale, senza però cancellare la realtà dei bombardamenti in corso.
Continua a leggere
Brasile al voto, Lula parte avanti: il verdetto può slittare al ballottaggio
Circa 160 milioni di brasiliani scelgono il prossimo presidente con un sistema elettronico: i primi risultati sono attesi nella notte italiana.
Hormuz, il paletto dell’Iran: «Prima le sette condizioni
Teheran respinge le pressioni statunitensi e lega la riapertura dello Stretto a una serie di richieste, mentre si registrano nuovi raid e forti esplosioni nella regione.
Ben Gurion nel mirino: il ripensamento del copilota FlyDubai
Hamam al-Hammami avrebbe studiato per mesi l’aeroporto israeliano e pensato di dirottare il volo dopo l’autorizzazione all’atterraggio, salvo fermarsi per la presenza di un amico.
Iran, code ai distributori: cambia il vertice del petrolio
Mohsen Paknejad lascia l’incarico mentre il Paese affronta difficoltà nell’approvvigionamento di carburante legate al conflitto in Medio Oriente.