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Attualità 2 min di lettura16 ott

Petrolio, l’Europa scavalca la Cina: il sorpasso dal Brasile

A settembre i Paesi europei hanno assorbito il 38% del greggio brasiliano, mentre la quota cinese è scesa al 34%.

Il mercato europeo ha conquistato il primo posto tra le destinazioni del petrolio brasiliano. A settembre il 38% delle vendite di greggio è stato indirizzato verso Paesi dell’Unione europea, contro il 34% finito in Cina: un ribaltamento rispetto ad agosto, quando Pechino raccoglieva il 39% delle esportazioni e l’Europa il 29%.

Il cambiamento arriva mentre il Brasile rafforza i propri scambi con l’Unione europea. Nei primi nove mesi del 2026 il saldo commerciale bilaterale è passato dal disavanzo di 1 miliardo di dollari dello stesso periodo del 2025 a un avanzo di 6,1 miliardi.

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Il greggio spinge l’avanzo brasiliano

Tra gennaio e settembre la parte dell’export brasiliano destinata all’Unione europea è cresciuta dal 14,2% al 20,2%. Il petrolio ha rappresentato il principale motore di questa progressione, con un incremento del 139% del valore delle vendite verso il blocco.

Nello stesso periodo, il greggio ha costituito il 34,1% delle esportazioni brasiliane dirette in Europa. Alla crescita hanno contribuito anche il minerale di rame e la farina di soia, mentre il valore delle merci acquistate dall’Unione europea è diminuito dell’8,7%.


Settembre segna il cambio di gerarchie

Nel solo mese di settembre il Brasile ha esportato complessivamente 13,75 milioni di metri cubi di petrolio greggio. All’interno di questo volume, i Paesi Bassi sono risultati la principale destinazione europea, contribuendo al sorpasso sulla Cina.

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Il dato mensile indica una modifica significativa rispetto al quadro di agosto. In un solo mese la quota europea è aumentata di 9 punti percentuali, mentre quella cinese si è ridotta di 5 punti.


Perché l’Europa cerca nuovo petrolio

L’aumento degli acquisti europei è collegato alle limitazioni introdotte dall’Unione europea sul petrolio proveniente dalla Russia. Le conseguenze del conflitto in Iran hanno inoltre spinto diversi Paesi a individuare fornitori alternativi per garantire gli approvvigionamenti.

Il Brasile si è così trovato in una posizione favorevole per ampliare le vendite verso il mercato europeo. Il risultato di settembre, insieme all’evoluzione del saldo commerciale nei primi nove mesi dell’anno, mostra il peso crescente dell’energia nei rapporti economici tra Brasilia e l’Unione europea.

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