Petro porta il caso in Procura: cosa c’è dietro il «Patto di Valledupar»
Il presidente colombiano accusa Angie Rodríguez e Salvatore Mancuso dopo le rivelazioni su un presunto piano contro alcuni esponenti politici
Gustavo Petro ha scelto la via giudiziaria per contestare le accuse legate al cosiddetto «Patto di Valledupar». Il presidente colombiano ha presentato una denuncia contro Angie Rodríguez, già alla guida del Dipartimento amministrativo della Presidenza, e Salvatore Mancuso, ex comandante delle Autodifese unite della Colombia, le Auc.
Petro respinge in particolare l’ipotesi di aver ordinato iniziative per colpire pubblicamente alcuni suoi avversari politici. La vicenda ruota attorno a un incontro dell’ottobre 2025 tra rappresentanti dell’esecutivo e figure di vertice dell’ex organizzazione paramilitare.
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Il presunto piano contro gli avversari
Secondo la ricostruzione contestata dal capo dello Stato, durante quella riunione sarebbe stato chiesto agli ex comandanti delle Auc di intervenire pubblicamente contro Álvaro Uribe, già presidente della Colombia, contro il defunto ex vicepresidente Germán Vargas Lleras e contro Abelardo de la Espriella, all’epoca candidato alla presidenza.
Mancuso ha raccontato che gli ex paramilitari non avrebbero accettato la proposta. Petro, invece, nega di avere impartito direttive per costruire accuse contro i rivali politici e considera infondate le dichiarazioni che lo coinvolgono nella presunta operazione.
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La Procura dovrà esaminare le prove
L’iniziativa giudiziaria riguarda anche Rodríguez, ex responsabile del Dipartimento amministrativo della Presidenza, indicata nella denuncia insieme a Mancuso. L’obiettivo è affidare agli inquirenti la verifica delle responsabilità e della ricostruzione dell’incontro.
Alejandro Carranza, legale di Petro, ha chiesto che Mancuso venga convocato per essere ascoltato. La richiesta comprende anche l’analisi dei verbali, delle registrazioni e degli altri documenti prodotti durante le riunioni al centro della controversia.
Mancuso non è una figura estranea all’attuale governo: nel 2024 Petro lo aveva designato «gestore della pace» attraverso un decreto, nel quadro del dialogo avviato con gli ex appartenenti alle strutture paramilitari. Proprio questo precedente rende ancora più delicato il confronto tra le sue dichiarazioni e la versione presidenziale.
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