12.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Peste polmonare, i sintomi che non lasciano tempo: cosa sapere

Il caso di Irkutsk riporta l’attenzione su una malattia rara ma curabile, mentre quasi 200 contatti restano sotto osservazione e Bassetti invita a rafforzare la prevenzione.

Febbre improvvisa, brividi intensi, dolore al torace, difficoltà respiratoria e tosse con sangue: la peste polmonare può peggiorare in tempi molto rapidi. Il caso registrato a Irkutsk, in Siberia, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei laboratori e sulla capacità dei sistemi sanitari di riconoscere infezioni considerate ormai lontane.


La forma più aggressiva della peste

La peste è provocata dal batterio Yersinia pestis, presente soprattutto in alcune popolazioni di roditori selvatici, tra cui marmotte, ratti e scoiattoli di terra. Di norma l’uomo entra in contatto con l’infezione attraverso la puntura delle pulci che infestano questi animali. Il microrganismo non è però scomparso: continua a circolare in zone dell’Asia centrale, dell’Africa e delle Americhe.

La malattia può presentarsi come peste bubbonica, setticemica o polmonare. La prima provoca febbre, brividi e un doloroso aumento di volume dei linfonodi; la seconda interessa il sangue e può causare shock e necrosi. La variante polmonare, invece, è la più pericolosa e può trasmettersi tra persone tramite le goccioline respiratorie emesse con la tosse.


Sintomi e rapidità dell’emergenza

Nella forma polmonare primaria l’incubazione può durare appena 24-72 ore. L’esordio è spesso brusco, con temperatura elevata, dolore toracico, respiro difficoltoso e tosse accompagnata inizialmente da secrezioni con tracce di sangue, che possono diventare emorragiche.

In assenza di cure immediate, l’infezione può trasformarsi rapidamente in una polmonite bilaterale, in una grave compromissione della respirazione e, successivamente, in un’insufficienza di più organi. Il peggioramento può condurre alla morte in pochi giorni, talvolta anche entro 24-48 ore dall’inizio dei sintomi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il caso russo e l’allarme degli esperti

A Irkutsk è morta una tecnica di laboratorio di 28 anni. L’ipotesi presa in considerazione è la rottura accidentale di una provetta contenente materiale biologico. Le autorità sanitarie russe hanno descritto come stabile la situazione igienico-sanitaria e hanno riferito che i controlli sui quasi 200 contatti posti precauzionalmente sotto osservazione non hanno evidenziato positività.

Secondo Matteo Bassetti, l’episodio non indica l’arrivo di una nuova pandemia né un ritorno della peste in Europa. L’infettivologo ha tuttavia ricordato: «Le malattie infettive non sono mai davvero un capitolo chiuso». Il batterio può restare nell’ambiente, circolare tra gli animali e, in circostanze rare, raggiungere l’uomo.

La peste oggi può essere trattata con antibiotici, soprattutto se la diagnosi e la terapia arrivano nelle prime 24 ore. Tra i farmaci utilizzati figurano gentamicina, streptomicina, doxiciclina e alcuni fluorochinoloni; per i contatti stretti sono previste sorveglianza, isolamento respiratorio quando necessario e profilassi antibiotica.

Bassetti ha sintetizzato così il tema: «Il mondo cambia e anche le malattie cambiano, si spostano e possono trovare nuove opportunità». La risposta, ha aggiunto, deve puntare su controllo epidemiologico, ricerca e prevenzione, senza trasformare un caso isolato in un motivo di allarme generalizzato.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere