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Attualità 2 min di lettura44 min fa

Per la psoriasi grave chiesta l’estensione dell’esenzione 045

I dati di Radar-Psoriasi stimano 1,4 milioni di pazienti e costi annui tra 6,3 e 9,9 milioni

La Camera ha ospitato ieri un incontro sulla psoriasi grave e sulla richiesta di ampliare l’esenzione sanitaria prevista dal codice 045. L’iniziativa si è svolta alla vigilia della Giornata mondiale della Psoriasi, in programma il 29 ottobre.

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I dati sulla malattia

Secondo il progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon attraverso i dati amministrativi delle Asl, in Italia le persone con psoriasi sono circa 1,4 milioni. L’analisi ha esaminato informazioni relative a circa sei milioni di assistiti e ha stimato un’incidenza annua di 179,4 nuovi casi ogni 100mila abitanti.

La patologia, autoimmune e cronica, può presentarsi con placche cutanee arrossate e avere conseguenze rilevanti sulla vita quotidiana. La presenza di malattie associate, tra cui disturbi autoimmuni, cardiometabolici, renali, epatici, infettivi e oncologici, aumenta inoltre il rischio di mortalità dell’1,1% rispetto alla popolazione generale, secondo i dati illustrati da Marco Romanelli, componente del Consiglio direttivo Sidemast.

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha spiegato che l’indagine permette di valutare la gestione della malattia nella pratica clinica e di individuare i bisogni assistenziali ancora scoperti. La psoriasi severa a placche, ha aggiunto Romanelli, richiede controlli specialistici regolari e cure continuative, oltre a una valutazione basata sulla gravità effettiva.


Il nodo dell’esenzione 045

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha indicato nella copertura del codice 045 il principale punto critico. «Ancora oggi, a chi soffre di psoriasi a placche in forma severa, viene meno il percorso assistenziale del codice di esenzione 045 all’interno dei Lea», ha detto, spiegando che l’estensione avrebbe per il Servizio sanitario nazionale un costo stimato tra 6,3 e 9,9 milioni di euro l’anno.

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Attualmente soltanto il 9% dei pazienti con psoriasi usufruisce dell’esenzione. Tra quelli che ne sono privi, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: nel complesso, 137mila persone affrontano trattamenti sistemici senza poter contare sull’esenzione per gli esami necessari all’accesso e al monitoraggio delle cure.


Le richieste al sistema sanitario

Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha sollecitato un ampliamento delle tutele nei Lea e un aggiornamento della programmazione nazionale, con riferimento al prossimo Piano sanitario nazionale e al Piano nazionale della cronicità. L’obiettivo indicato durante l’incontro è ridurre le differenze territoriali e garantire percorsi assistenziali adeguati alla severità della malattia.

Aldo Cuccia, consigliere nazionale Adoi, ha richiamato anche la carenza di dermatologi negli ospedali pubblici. Tra le proposte figurano nuovi concorsi nelle strutture con maggiori difficoltà di organico e una collaborazione più stretta tra università e ospedali per formare e trattenere giovani specialisti nel Servizio sanitario nazionale.

Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli hanno sostenuto la necessità di una tutela uniforme. Le evidenze raccolte da Radar-Psoriasi, secondo i promotori dell’iniziativa, offrono elementi concreti per valutare sia i bisogni dei pazienti sia l’impatto economico dell’estensione dell’esenzione.

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