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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Cure per la psoriasi grave, chiesta l’estensione dell’esenzione

Alla Camera presentati i dati sui pazienti e sui costi per ampliare il codice 045 nei Lea

L’estensione dell’esenzione 045 ai pazienti con psoriasi a placche grave è stata chiesta durante un incontro alla Camera. La misura, secondo le stime presentate, avrebbe per il Servizio sanitario nazionale un costo compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro l’anno.

La conferenza si è svolta alla vigilia della Giornata mondiale della Psoriasi, in programma il 29 ottobre, e ha affrontato il tema delle tutele e dell’accesso alle cure. Alla discussione hanno partecipato parlamentari, associazioni dei pazienti, dermatologi ed esperti di organizzazione sanitaria.

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I dati sulla malattia

In Italia le persone con psoriasi sono circa 1,4 milioni. L’incidenza annuale raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, un valore superiore a quello registrato per la malattia di Crohn e per l’artrite reumatoide, già comprese nel Piano nazionale della cronicità.

I numeri provengono dal progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon sulla base dei dati amministrativi di diverse Asl, riferiti a circa sei milioni di assistiti. L’analisi ha esaminato gli aspetti epidemiologici, clinici, assistenziali ed economici della patologia nella pratica quotidiana.

La psoriasi è una malattia autoimmune, cronica, infiammatoria e non contagiosa. Nelle forme più gravi può compromettere in modo significativo la qualità della vita e associarsi a patologie autoimmuni, cardiometaboliche, renali, epatiche, infettive e oncologiche. La presenza di queste comorbidità è stata collegata a un rischio di mortalità 1,1 volte superiore rispetto alla popolazione generale.


Il limite dell’esenzione 045

Soltanto il 9% delle persone con psoriasi beneficia oggi dell’esenzione 045. Tra i pazienti privi di esenzione, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: complessivamente, sono 137mila le persone senza esenzione trattate con medicinali sistemici, inclusi i biologici.

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha spiegato che chi soffre di psoriasi a placche severa deve spesso pagare personalmente gli esami necessari per iniziare e controllare le terapie. Secondo l’associazione, l’ampliamento del codice avrebbe un impatto sostenibile per il Servizio sanitario nazionale e consentirebbe di ridurre una disparità nell’accesso alle cure.

La richiesta è aggiornare i Livelli essenziali di assistenza in base alla gravità della malattia. In questo modo, il percorso di monitoraggio e trattamento potrebbe essere commisurato alle effettive necessità cliniche, limitando anche le differenze tra le varie aree del Paese.

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Le proposte per la sanità pubblica

Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha indicato due interventi: rafforzare le tutele previste dai Lea, ampliando il sistema delle esenzioni, e aggiornare la programmazione sanitaria attraverso il prossimo Piano sanitario nazionale e il Piano nazionale della cronicità.

Anche la disponibilità di specialisti è stata indicata come una delle criticità. Aldo Cuccia, consigliere nazionale Adoi, ha segnalato la carenza di dermatologi negli ospedali pubblici e ha proposto nuovi concorsi nelle strutture con maggiore scopertura, insieme a una collaborazione formativa più stretta tra università e ospedali.

Secondo Cuccia, i pazienti con forme moderate e gravi vengono assistiti soprattutto nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Per questo, l’obiettivo dovrebbe essere attirare e trattenere giovani specialisti nella sanità pubblica.


Il valore del progetto Radar-Psoriasi

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha sottolineato che i dati raccolti descrivono la psoriasi come una patologia cronica complessa, non limitata alle manifestazioni sulla pelle. L’analisi permette di individuare i bisogni ancora privi di risposta e le aree in cui l’organizzazione dell’assistenza può essere migliorata.

Marco Romanelli, membro del Consiglio direttivo Sidemast, ha aggiunto che la severità della malattia, le comorbidità e gli effetti sulla vita quotidiana richiedono cure continuative e controlli specialistici regolari. Le conclusioni del progetto, ha osservato, sostengono un sistema di tutele legato alla reale gravità della patologia.

I parlamentari Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli hanno infine indicato nelle evidenze del progetto una base concreta per valutare l’estensione dell’esenzione e il relativo impatto economico sul Servizio sanitario nazionale.

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