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Attualità 3 min di lettura52 min fa

Alla Camera proposta l’estensione dell’esenzione per la psoriasi grave

La misura costerebbe al Servizio sanitario tra 6,3 e 9,9 milioni l’anno e riguarderebbe migliaia di pazienti.

Alla Camera è stata chiesta l’estensione dell’esenzione 045 ai pazienti con psoriasi a placche severa. La proposta è emersa il 27 ottobre durante un incontro istituzionale dedicato ai diritti delle persone con psoriasi, alla vigilia della Giornata mondiale del 29 ottobre.

La richiesta nasce dalle difficoltà sostenute dai malati per eseguire gli accertamenti necessari all’accesso e al controllo delle terapie. Secondo le stime presentate, l’ampliamento avrebbe per il Servizio sanitario nazionale un costo compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro all’anno.

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I dati sulla malattia

Il progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon su dati amministrativi di Asl italiane relativi a circa sei milioni di assistibili, ha analizzato la gestione della patologia nella pratica clinica. In Italia le persone con psoriasi sono circa 1,4 milioni, mentre l’incidenza annua raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti.

L’indagine ha evidenziato anche la frequente presenza di altre malattie, tra cui disturbi autoimmuni, cardiometabolici, renali, epatici, infettivi e oncologici. Per chi soffre di psoriasi, il rischio di mortalità risulta 1,1 volte superiore rispetto alla popolazione generale.

Marco Romanelli, componente del Consiglio direttivo della Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, ha descritto la forma severa a placche come una condizione che richiede assistenza continuativa e controlli specialistici regolari, non limitati alla valutazione delle manifestazioni cutanee.


Il divario nelle esenzioni

Oggi soltanto il 9% dei pazienti con psoriasi beneficia dell’esenzione 045. Tra coloro che ne sono privi, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: nel complesso, circa 137mila persone assumono trattamenti sistemici senza usufruire dell’esenzione.

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Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha denunciato il peso economico sostenuto direttamente dai pazienti: «Ancora oggi, questi cittadini sono costretti a sostenere di tasca propria i costi degli esami per accedere alle cure e monitorarle». Secondo l’associazione, il sistema attuale non rispecchia i principi di universalità ed equità dell’assistenza pubblica.

Durante l’incontro è stato quindi proposto di aggiornare i Livelli essenziali di assistenza in base alla gravità della patologia, così da ridurre le differenze territoriali e assicurare percorsi di cura e monitoraggio più adeguati. Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha indicato come priorità l’ampliamento delle esenzioni e l’aggiornamento del Piano sanitario nazionale e del Piano nazionale della cronicità.


Personale e organizzazione sanitaria

Aldo Cuccia, consigliere nazionale dell’Associazione dermatologi-venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica, ha richiamato anche la carenza di dermatologi negli ospedali pubblici. Per affrontarla, ha chiesto nuovi concorsi nelle strutture con maggiori scoperture e una collaborazione formativa più stretta tra università e ospedali.

Secondo Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, i dati raccolti mostrano che la psoriasi deve essere considerata una malattia cronica complessa, spesso accompagnata da altre patologie e da bisogni assistenziali non ancora pienamente coperti. Le informazioni ricavate dalla pratica clinica, ha spiegato, possono aiutare a individuare le aree in cui migliorare l’organizzazione delle cure.

Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli hanno sostenuto la necessità di una tutela uniforme. Le evidenze del progetto Radar-Psoriasi, secondo i promotori dell’iniziativa, offrono elementi per valutare l’impatto economico dell’estensione dell’esenzione sul Servizio sanitario nazionale.

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